Salvini: «Von der Leyen chieda scusa o si dimetta». Meloni: «Dichiarazioni colpa della sinistra che sputa sull'Italia»

Per la presidente di Fratelli d'Italia le parole della presidente della Commissione Ue sono state strumentalizzate. La Lega annuncia una mozione di censura

Venerdì 23 Settembre 2022
Salvini: «Von der Leyen chieda scusa o si dimetta». Meloni: «Dichiarazioni colpa della sinistra che sputa sull'Italia»

«Vedremo il risultato del voto in Italia, ci sono state anche le elezioni in Svezia. Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria» La frase è stata pronunciata ieri sera dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel corso di un dibattito all’Università di Princeton. Subito dopo è arrivata la precisazione che comunque la Commissione è pronta a lavorare «qualunque governo democratico che è disposto a lavorare con noi», concetto ribadito in una nota diffusa dal suo portavoce nel pomeriggio. Una simile dichiarazione a meno di quarantottore dall’apertura dei seggi ha comunque scatenato le reazioni polemiche di tutte le parti politiche.

Von der Leyen: «Se in Italia va male dopo il voto, abbiamo gli strumenti»

Le reazioni del centrodestra

«Sapete chi è Ursula von der Leyen? È una tizia che pagate voi, la presidente della Commissione Ue, tedesca, votata e pagata da tutti. Stamattina ha avuto la voglia di minacciare gli italiani», ha attaccato il segretario della lega Matteo Salvini durante la sua maratona social di fine campagna elettorale. «Vergognati. O chiedi scusa o dimettiti», ha tuonato rivolto alla presidente, chiamando in causa anche l'attuale presidente del Consiglio: «Non ho colto una reazione di Mario Draghi». Tramite gli account del partito ha poi annunciato un sit in per le 18:30 davanti alla sede roman della Commisione Ue e che gli eurodeputati della Lega presenteranno una mozione di censura nei confronti della presidente.

Poco dopo le dichiarazioni di Von der Leyen si era espresso anche il cofondatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto. «Il presidente del Consiglio dell’Italia non è il capo di un partito, ma il rappresentate di una delle nazioni fondatrici dell’Europa, che sia chiami Meloni, Letta, Conte, Renzi o Draghi. Nel pomeriggio, dall’Arenile di Bagnoli dove si trovava per la chiusura della campagna elettorale, è arrivata la risposta anche della presidente del partito, Giorgia Meloni: «Mi pare che la Von der Leyen abbia già mandato una nota per correggere l’interpretazione che è stata data dalla stampa italiana, per la quale le parole fossero un’ingerenza sulle elezioni italiane, sarebbe stata una cosa fuori misura rispetto al ruolo della commissione». Poi ha dirottato le accuse gli avversari di domenica: «La responsabilità [di quelle frasi] è della sinistra che è andata in giro per il mondo a sputare sull’Italia pur di vincere le elezioni».

Elezioni Italia, Ue precisa su parole von der Leyen:

«Le cose andranno bene. Non devono esserci dubbi sulla serietà di un futuro governo di centrodestra», è stato invece il commento di Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia ed ex presidente del Parlamento Europeo. «L’Italia è un paese democratico libero che crede nei valori dell’Unione Europea. Abbiamo sempre dimostrato grande serietà, credibilità, affidabilità».

Pd e Terzo Polo

Per Enrico Letta del Partito Democratico «è una frase che va chiarita, specificamente applicata all’Italia diventa un elemento che crea piuttosto casino». Il segretario dem ha poi ricordato che Von der Leyen è «leader del partito di Tajani e Berlusconi» e ha invitato a non montare «un caso su una cosa che si sgonfierà».

Von der Leyen: «Se Italia come l'Ungheria abbiamo strumenti». Meloni: «Consiglio prudenza». Ira Salvini e Renzi, poi la precisazione: «Lavoriamo con tutti»

Pacata ma decisa la replica del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante un comizio a Fiesole: «A Ursula von der Leyen con grande rispetto diciamo che non ci attendiamo che dia giudizi sul libero gioco democratico degli italiani», ha dichiarato, poi rilanciando su un riforma dell’organo di governo dell’Unione. «Aiuti a fare dell'Ue quell'Ue che vogliamo dove il presidente della commissione viene eletto direttamente dai cittadini», una proposta simile all’apertura sul presidenzialismo in Italia rilanciata ieri dal palco di Milano.

A non lasciarsi sfuggire l’occasione di capitalizzare sulle frasi della presidente von der Leyen è stata l’ambasciata russa in Italia. «Nuova ingerenza russa? No, non è russa…», ha twittato l’account ufficiale della sede diplomatica, con un gesto che fa seguito alla diffusione di vecchie foto di politici italiani in compagnia di Putin e altri esponenti dell’establishment russo.

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