Nuovo Dpcm agita la maggioranza. Renzi: «Va cambiato». Ira di Zingaretti: «No a doppi giochi». Conte domani vedrà le categorie coinvolte

Lunedì 26 Ottobre 2020
Dpcm, Franceschini: «Chi protesta per cinema e teatri non capisce la gravità della situazione»

Il nuovo Dpcm crea fibrillazioni nella maggioranza. Matteo Renzi si dice intenzionato a chiedere che venga modificato, la sua Italia Viva fa trapelare l'irritazione della ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova per lo stop a bar e ristoranti e il viceministro della Salute Sileri afferma di non essere «pienamente d'accordo» con il provvedimento. Distinguo che non piacciono per niente al segretario del Pd Nicola Zingaretti«È sempre stato sbagliato, ma ora stare con i piedi in due staffe è eticamente intollerabile. In gioco c'è la vita delle persone. L'Italia si aspetta da chi ha responsabilità di governo serietà e autorevolezza», dice. Intanto, domani, il premier Conte vedrà a Palazzo Chigi le associazioni delle categorie coinvolte dalla stretta: Confcommercio, Confesercenti, rappresentanti delle associazioni di palestre e piscine, le delegazioni di Anica, Agis e Anec, legate al mondo del cinema e dello spettacolo. 

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A descrivere l'aria pesante che si respira nella maggioranza anche il vice di Zingaretti, Andrea Orlando«Ricordo nitidamente i giorni nei quali i ministri, finito il cdm, andavano in piazza a manifestare contro il governo. Tempi assai più semplici di questi eppure non andò bene allora, per il governo ma ancor più per il paese», attacca su Twitter.

 

 

Un riferimento neanche troppo velato a Italia Viva ma anche a Sileri (che poi ha aggiustato il tiro giudicando il provvedimento «proporzionato alla situazione per addolcire la curva del contagio») e a Spadafora (entrambi in quota M5S) che ha detto: «Le decisioni drastiche prese in primavera ci hanno difeso, ma devo dire che le misure pensate durate l'estate per prevenire la seconda ondata, da Governo, Regioni e parte dei cittadini non hanno avuto l'effetto che aspettavamo, specie sul fronte trasporti e della tenuta del sistema sanitario». «Dobbiamo fare autocritica, dovevamo prendere misure con effetti diversi», ha detto il ministro dello Sport a Che tempo che fa.

Chiede senso di responsabilità il capo delegazione dell'M5S e ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «Siamo di fronte a una situazione che, giorno dopo giorno, rischia di diventare drammatica. Mai come in questo momento gli italiani hanno bisogno di sentire che alla guida del Paese c'è un governo coeso, compatto e perfettamente consapevole di quello che ci attende nelle prossime settimane. Non è il momento per le divisioni e tanto meno per i distinguo». «Al contrario, occorre dare il massimo sostegno al governo, tutto, e soprattutto rafforzare il gioco di squadra. Dobbiamo mettere in pratica noi per primi quel senso di responsabilità che quotidianamente, con mille sacrifici, chiediamo a tutti gli italiani».

Per l'ultimo Dpcm è trapelata molta irritazione, a quanto si apprende da fonti di Iv, dalle stanze del ministero dell'Agricoltura per l'ultimo Dpcm, in particolare per le misure particolarmente impattanti sull'agroalimentare. La ministra Teresa Bellanova avrebbe sollevato il tema nella capidelegazione di sabato in un «accesissimo confronto» con il ministro Speranza dopo aver appreso dal ministro il parere del Cts che, riferiscono le stesse fonti, alla chiusura alle 18 legava il rischio del diffondersi di riunioni conviviali nelle case ben oltre i soli conviventi. «Quella che esce su questo come sugli altri punti è una mediazione al ribasso», il parere espresso da Bellanova, che sarebbe ora al lavoro per quantificare le misure per sostenere l'agroalimentare. La ministra si mostra preoccupata anche dalle dichiarazioni dei ristoratori che indicano in diversi miliardi il presunto danno e che, osservano da Iv, smentirebbero in parte l'accordo con il settore della ristorazione garantito dal ministro Gualtieri nel corso della stessa capidelegazione. 

Le proteste per cinema e teatri chiusi

​«Ho l'impressione che non si sia percepita la gravità della situazione né i rischi del contagio», dice il ministro della Cultura Dario Franceschini in un videomessaggio su Facebook dopo le proteste del mondo dello spettacolo contro la chiusura di cinema e teatri introdotta dal nuovo Dpcm. 

«Ho ricevuto molti appelli del mondo della cultura. Tutto comprensibile perché c'è una grande preoccupazione per la chiusura dei luoghi della cultura, che in Italia è centrale», spiega il ministro. Ma «forse non si è capito a che punto siamo - sottolinea Franceschini mostrando l'impennata della curva dei positivi - Avevamo il dovere di intervenire subito con misure drastiche. Per questo la chiusura delle attività non è stata legata a una scelta gerarchica di importanza ma dall'esigenza di ridurre la mobilità delle persone». 

Il ministro Franceschini assicura il suo impegno «perché lo stop sia il più breve possibile». Nonché l'impegno a proseguire e aumentare gli aiuti alla categoria «cominciando dai più deboli». Ma ribadisce di assumersi la responsabilità della decisione.

«Se il paese si divide i problemi diventano più grandi, ricostruiamo quel clima di coesione sociale di cui c'e bisogno, verrà il tempo dei bilanci e delle critiche, ma oggi di fronte ai rischi per la salute non è il tempo», aggiunge. «A voi personalità della cultura che avete una grande influenza sull'opinione pubblica e una grande capacità - dice - vi chiedo davvero di dare un contributo alla coesione sociale, ne abbiamo grande bisogno».

Renzi: «Non cedere alla paura»

«Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il Governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro». Così il leader Iv Matteo Renzi nella e-news in cui annuncia che Iv chiederà al premier Giuseppe Conte di modificare il dpcm «nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva».

«Mi ha colpito che - sostiene Renzi - proprio il Ministro della Cultura abbia giustificato la chiusura dicendo che dobbiamo salvare vite umane. Io dico che certo, è vero, vogliamo salvare vite umane. Ma basta essere andati al cinema o al teatro, in queste settimane, per capire che non sono posti dove si rischia di morire, ma dove - anzi - si impara a vivere meglio. Affrontare la pandemia è un dovere di tutti. Ma bisogna farlo senza cedere alla paura».

Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre, 00:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA