Castellino, leader di Forza Nuova: dagli arresti al Daspo, chi guida la protesta No pass

Con Castellino un centinaio di estremisti di destra

Sabato 9 Ottobre 2021 di Cristiana Mangani
Castellino, leader di Forza Nuova: dagli arresti al Daspo, chi guida la protesta no Green pass

L'ultima perquisizione risale a poche settimane fa: Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova, è stato trovato con bastoni, fumogeni, passamontagna, è stato portato in Questura, ma poi rimesso fuori. Monitorato, controllato, gli è stato emesso un Daspo per cinque anni. Avrebbe dovuto stare lontano dagli stadi di tutta Italia e anche dagli assembramenti politici. E prima di ogni partita della Roma, in casa e fuori casa, avrebbe dovuto mettere una doppia firma in commissariato. Un Daspo "fuori contesto", così si chiama, introdotto di recente, perché colpisce l'ambito sportivo nonostante i fatti contestati riguardino cortei politici.

 

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Con Castellino un centinaio di estremisti di destra 

Ma Castellino, 45 anni, e una lunga carriera nell'estrema destra, per amore della Roma, qualche settimana fa un tampone lo ha fatto e si è presentato allo stadio con regolare Green pass. Stanato da un fotografo, si è giustificato dicendo: «Sono negativo, volevo vedere la partita». Già in passato gli erano stati consegnati altri due Daspo sportivi nel 2017 e nel 2018 e un provvedimento di sorveglianza speciale rimediato a gennaio scorso perché ritenuto "pericoloso". E' ora a capo di uno dei filoni del movimento No Green Pass romano. E c'è lui dietro la protesta di ieri. Lui e Forza Nuova, oltre al presidente Roberto Fiore e a qualche centinaio di estremisti di destra con svastiche tatuate sul braccio e passione nazista.

 

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Arrestato in passato in inchieste di vario genere, soffia sul fuoco del dissenso e insieme a Forza Nuova si dà molto da fare sul web, facendo propaganda e cercando adepti. «Ciò che contestiamo - ha dichiarato di recente -, e riteniamo inconciliabile con le nostre lotte, è il Green Pass. Per questo chi lo scarica e lo utilizza verrà espulso dal movimento». Ha pure inviato una circolare interna a tutti i militanti, per spiegare come comportarsi. La ha firmata lui stesso insieme con il presidente di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Per noi - ha aggiunto - quella carta verde è come nel comunismo avere il libretto rosso, pena il gulag». Poi, però, il cuore giallorosso ha cominciato a battere forte e alla fine un tampone e il Green pass per vedere la sua squadra giocare, lo ha presentato anche lui.

 

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Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA