M5S ha un nuovo comitato, chi sono i 7 prescelti da Grillo e cosa dovranno fare «in tempi brevissimi»

Sabato 3 Luglio 2021 di Francesco Malfetano
M5S ha un nuovo comitato, chi sono i 7 prescelti da Grillo e cosa dovranno fare «in tempi brevissimi»

Non è quello direttivo invocato nei giorni scorsi per tagliare definitivamente fuori Giuseppe Conte, ma i Cinquestelle hanno già un nuovo Comitato. È quello la cui formazione è stata annunciata ieri sera dallo stesso Beppe Grillo che, al termine di una sequela infinita di attacchi e passi indietro, ha infine deciso di accogliere la «richiesta di mediazione» avanzata dai gruppi parlamentari. Il comico ha in pratica acconsentito al tentativo di rammendare lo strappo, non tanto con l’ex premier (con cui resta un’assoluta freddezza), quanto con gli eletti e gli iscritti che avevano minacciato di abbandonare la nave. Una mano tesa che, come Grillo ha spiegato in un post su Facebook, porterà il nuovo comitato ad elaborare «la nuova struttura di regole del MoVimento 5 Stelle (Statuto, Carta dei valori, Codice Etico)». Un compito non facile considerando l’aria che tira tra le diverse correnti grilline, che spetterà a sette persone individuate dallo stesso Grillo che dovranno occuparsi «delle modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori della nostra comunità».

 

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Ma chi sono questi 7? E perché sono stati proprio loro i prescelti? Andiamo con ordine. Il primo, nell’ordine di presentazione scelto dal comico, è Vito Crimi. Ovvero «il presidente del comitato di garanzia» che, nei momenti più concitati degli scontri dei giorni scorsi, ha affrontato a muso duro proprio Grillo senza però ottenere il sostegno degli oppositori del comico, anzi finendo con l’essere attaccato un po’ da tutte le parti. Il reggente infatti, non è particolarmente apprezzato da una nutrita schiera di parlamentari che lo accusano di aver mal gestito - tergiversando e scrivendo o interpretando male le regole del gioco - la transizione post Stati Generali provata nei mesi scorsi. Ora Crimi però, con la mossa del consumare di fatto lo strappo avviando la macchina elettorale interna ai grillini per votare il comitato direttivo su SkyVote, la nuova piattaforma, e non su Rousseau, è per forza di cose tornato al centro dell’arena.

 

I RAPPRESENTANTI - Accanto a lui, nel gruppo selezionato da Grillo ci saranno quattro espressioni istituzionali del Movimento. Cioè un rappresentate dei ministri, Stefano Patuanelli, e i capigruppo della Camera Davide Crippa, del Senato Ettore Licheri e del Parlamento europeo Tiziana Beghin. E qui la situazione inizia a farsi un pochino più articolata, o meglio lottizzata. A ben vedere infatti, il comitato è degno del miglior uso del manuale Cencelli. Così, accanto al Crimi contiano, trovano spazio Patuanelli e Licheri, due dei tre parlamentari (la terza era la senatrice Paola Taverna) che nei giorni scorsi si sono recati a casa di Conte per chiedergli di restare nel MoVimento quando la rottura sembrava già imminente. In questo modo i contiani “puri” all’interno del comitato sono 3. Ne restano quindi 4. Il più schierato è senza dubbio Crippa, fedelissimo di Beppe che addirittura guida l’ala interna vicina al comico (Danilo Toninelli, Carla Ruocco, Dino Giarrusso, Fabiana Dadone,  Laura Castelli, Vincenzo Spadafora).

 

 

GLI INDECISI - Poi ci sono i 3 “indecisi”, asso nella manica di Beppe e vero ago della bilancia in questa situazione. Beghin, Fico e Di Maio infatti, non hanno preso una posizione netta fino ad oggi  ma soprattutto nel caso degli ultimi due hanno recitato il ruolo di primo piano di pontieri per evitare il baratro della scissione. Tant’è che, nonostante la presunta terzietà, voci sempre più insistenti li danno tutt’altro che favorevoli alla dismissione dell’esperienza pentastellata. Sarebbero quindi d’accordo a conservare per Grillo il ruolo del garante (mediando qualcuna delle richieste avanzate dal comico, come quella sulla politica estera), in cambio di una struttura più solida e di tenere dentro Conte. Il compito che gli spetta in altre parole, è trovare una sintesi tra l'idea di MoVimento delle origini ancora spinta da Grillo, il nuovo statuto «scritto in politichese» da Conte, i timori dei parlamentari al secondo mandato e tutte le differenti posizioni personali maturate fino ad oggi. Come e se riusciranno a farlo elaborando un nuovo statuto, un nuovo codice etico e una nuova carta dei valori è tutto da vedere, quel che è certo è che «Il comitato - ha spiegato il fondatore - dovrà agire in tempi brevissimi». Giorni ipotizza qualcuno, almeno una settimana dicono altri. A ben vedere però, la stessa indicazione di un'azione rapida era stata fornita quando Conte ha iniziato a lavorare al suo di statuto. Da lì però sono passati mesi. 

Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 17:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA