Legittima difesa, tutti i dubbi di Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

di Marco Conti

La firma sulla legge che regola la legittima difesa, voluta dalla Lega e votata anche dal M5S, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’ha posta ma inviando al Parlamento un lungo messaggio nel quale si sottolineano le problematiche costituzionali.

I punti importanti sono i seguenti: la normativa sulla legittima difesa, prevista dal Codice Rocco e ancora vigente, prevede la condizione di “necessità” che non può essere abolita dalla nuova legge perché sarebbe contraria ai principi costituzionali. In altre parole perché la difesa sia legittima deve continuare a sussistere la necessità di difendersi da un pericolo attuale (ossia in atto, contemporaneo) di un’offesa ingiusta. 

Sull’introduzione del concetto di “grave turbamento” si fa presente che questo non può essere invocato “soggettivamente” da chi ha sparato. Se fosse una scriminante sempre e comunque ognuno che ha sparato potrebbe dire di essere stato in stato di grave turbamento per evitare il processo per eccesso di legittima difesa. Bisogna invece che questo stato di grave turbamento sia riconosciuto oggettivamente.

Per questo il giudice dovrà valutare caso per caso. Sul ruolo della polizia delle forze dell’ordine non credo che ci siano bisogno di parole. Infine ci sono due errori materiali che vengono segnalati: Alcune garanzie fornite dalla legge per chi si è avvalso della legittima difesa non vengono estese al di fuori del domicilio (per esempio se vengo aggredito per strada) né al reato di rapina (che è ben più grave di quello di furto o di scippo).
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Venerdì 26 Aprile 2019, 11:22






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