Soldi russi alla Lega, l'autodifesa di Salvini: «Non abbiamo chiesto un rublo»

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Soldi russi alla Lega, l'autodifesa di Salvini: «Non abbiamo chiesto un rublo»

di Mario Ajello

L’autodifesa di Matteo Salvini sulla Russia e il sai dei soldi alla Lega: “Quando andiamo all'estero parliamo di politica e accordi commerciali per imprese italiane. C'è molta fantasia. Siamo seri dai.... E gli hacker russi che manipolano le elezioni, e il petrolio, e gli americani.... Siamo seri...”. Usa la radio, Radio anch’io, il leader del Carroccio per la sua offensiva contro in nome del “noi siano un partito trasparente”. Separa i suoi destini da quelli di Savoini, il protagonista delle intercettazioni all’hotel Metropol si Mosca con personaggi non ancora identificati, e incalza: “È tutto un assurdo. È tutto ridicolo. Non abbiamo mai chiesto un rublo, un dollaro, un gin tonic, un pupazzetto a nessuno. Rispetto il lavoro di tutti. Ho la coscienza a posto. Querelerò chi accosterà soldi della Lega alla Russia. I nostri bilanci sono trasparenti”. Poi: “Le eventuali donazioni spontanee le chiediamo ai cittadini italiani”. Salvini vuole chiudere così, e subito, la vicenda. Che invece è destinata a continuare.

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Venerdì 12 Luglio 2019, 08:56






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