Green pass e vaccino obbligatorio, Salvini: «Non ha senso». Renzi: «Follia dire che non serva»

Lunedì 19 Luglio 2021
Green pass e vaccino obbligatorio, Salvini: «Non ha senso». Renzi: «Follia dire che non serve»
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Green pass sì, ma solo per andare allo stadio o per grandi eventi. Questa, in sintesi, la posizione del leader leghista Matteo Salvini«Per andare a San Siro, con 50 mila persone, o a concerti da 40mila il green pass ha senso, ma sui treni pendolari no, per mangiare la pizza no - dichiara in un'intervista a La Repubblica -. Mettiamo in sicurezza genitori e nonni senza punire nipoti e figli. E presto cambieremo il criterio sui colori delle regioni». E aggiunge: «Usiamo il modello tedesco, niente Pass, ma buon senso, educazione, regole».

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Sulla stessa linea il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia: «Inutile creare confusione intorno al green pass. Gli allarmismi sono dannosi per i cittadini, il Turismo e per tutta l'economia nel suo complesso». Il ministro spiega: «Il green pass ha senso solo per entrare in discoteca od allo stadio o per partecipare a grandi eventi, che prevedono una grande affluenza di pubblico».

Renzi: «Follia dire che non bisogna vaccinarsi sotto i 40 anni»

Continua ad essere divisivo anche il tema dell'obbligo vaccinale. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, dichiara oggi a Rainews24: «Non lo so e non mi interessa sapere se e quando si vaccinano Salvini, Conte o Meloni. Dire che non bisogna vaccinarsi sotto i 40 anni è una follia. Ho da sempre fatto una battaglia contro i no vax. Nella prossima settimana cresceranno i contagi a causa della variante Delta ma per chi è vaccinato il coronavirus diventa poco più di un'influenza». E aggiunge: «Dobbiamo dare l'obbligo vaccinale per lo meno a due categorie: mondo sanitario e scolastico. Non so se ci sarà la forza di farlo, io lo avrei fatto».

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Lorenzin: «Lega e Fdi smettano di strizzare l'occhio ai no vax»

Beatrice Lorenzin, deputata Pd ed ex ministro della Salute, non usa mezzi termini: «Salvini, 48 anni, leader della Lega, non si è ancora vaccinato. Claudio Borghi, autorevole esponente della Lega, protagonista di una battaglia parlamentare per abolire l'obbligo vaccinale per i sanitari; battaglia che ovviamente ha perso. La Lega che dall'inizio è stata protagonista di una serie di azioni propagandistiche, per il gusto di anticipare l'anticipazione. Anticipare di una settimana l'apertura dei ristoranti, due settimane per mascherine all'aperto, per mettersi medaglie al petto e incurante di lasciare passare il messaggio che la pandemia era finita. Nel frattempo la battaglia è diventata quella di aprire le discoteche, ma arricchendola di un elemento totalmente contrario a ciò che sostiene la scienza: niente vaccini per gli under 40». 

E aggiunge che «sullo stesso ponte del Titanic ballano i rappresentanti di Fratelli d'Italia con la Meloni e Lollobrigida fieramente schierati: no a vaccini under 40; e tutti in discoteca. Una tempesta perfetta per la variante delle varianti in salsa verde-nera, che hanno un grande sogno da realizzare per l'Italia: Afterhours nei centri anziani, e i nonni in fila al Billionaire! Sembrano stiano replicando il copione dello scorso anno: strizzano l'occhio ai no vax cavalcando le paure, per poi di fronte all'inevitabile conseguenza di questi atteggiamenti folli, gridare contro gli "incapaci" per le nuove chiusure, vera rovina di ristoratori e albergatori, prime vittime di questo delirio mascherato da difesa della libertà. Lasciamo al delirio social chi è senza memoria, vacciniamoci e usiamo con intelligenza il green pass, i tamponi, le terapie. Insomma gestiamo questo virus e non facciamoci gestire da lui!», conclude Lorenzin.

Bonaccini: «Obbligo vaccinale per personale sanitario e scolastico»

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, parlando di obbligo vaccinale a Radio24: «Io non so se si riesce ad estendere l'obbligo vaccinale, di certo credo che serva per il personale sanitario e scolastico: perché un medico o un infermiere che non si vaccina dovrebbe cambiare mestiere». 

Secondo Bonaccini su questo, come su altri temi, è necessario il confronto fra i vari livelli di responsabilità. Come sul green pass: «Alcuni settori - dice - oggi potrebbero riaprire. Come le discoteche, che sono uno dei luoghi più complicati da gestire, ma che rischiano di non aprire più. Sui ristoranti, credo si debba valutare l'aumento dei contagi. Serve prudenza, ma serve anche cambiare i parametri, mettendo al centro le ospedalizzazioni, rispetto a come si prendevano le decisioni sulla colorazione delle regioni, perché i vaccini ancora non c'erano e ora lo scenario è cambiato. Quello che è certo è che bisogna vaccinare più persone possibili».

Ultimo aggiornamento: 10:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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