Super Green pass in scadenza per chi ha fatto la terza dose, cosa succede? Lazio: «Proroga illimitata»

A fine marzo scadono i primi certificati ricevuti con il booster, ma non è prevista un'altra dose di vaccino

Sabato 22 Gennaio 2022 di Mauro Evangelisti
Green pass, cosa succede quando scade anche a chi ha la terza dose? Lazio: «Proroga illimitata»

A fine marzo cominceranno a scadere i Green pass di centinaia di migliaia di ottantenni e persone fragili. Subito dopo toccherà a quelli dei medici e degli infermieri, di settantenni, sessantenni, ma anche cinquantenni. Sono tutti coloro che hanno ricevuto la terza dose tra settembre e dicembre. Milioni di persone si ritroveranno senza certificato verde e non potranno farci nulla visto che una eventuale quarta dose non è ancora stata programmata. E neppure si sa se sia opportuna. Come faranno gli over 50 a lavorare visto che è richiesto il Green pass rafforzato?

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CALENDARIO
Rivediamo le date: a fine settembre è partita la campagna delle terze dosi (o della seconda per chi aveva avuto il monodose Johnson & Johnson). Dal primo febbraio, però, la validità del Green pass sarà diminuita. Passerà da 9 a 6 mesi. Questo significa che i primi che hanno ricevuto il booster presto si troveranno scoperti. «Stiamo parlando di milioni di persone - osserva l’assessore alla Salute del Lazio, Alessio D’Amato - spero che al governo stiano programmando degli interventi per evitare il caos». Un esempio su tutti: il Dpcm approvato dal governo il 7 gennaio, che introduce l’obbligo vaccinale per gli over 50, prevede dal 15 febbraio la verifica del Green pass rafforzato nei posti di lavoro, sempre per gli ultra cinquantenni. Si legge: «Devono possedere e sono tenuti a esibire una delle certificazioni verdi Covid-19 di vaccinazione o di guarigione». Fino a quando è in vigore questo obbligo? Il decreto cita la data del 15 giugno 2022. Questo significa che ci saranno molti over 50 con Green pass scaduto poiché hanno ricevuto la terza dose nell’autunno del 2021. Con le regole attuali non avranno armi a disposizione per mettersi in regola: non c’è in programma una eventuale quarta dose. A questo si aggiungono i disagi per l’uso dei mezzi pubblici o per andare al ristorante, dove è richiesto il Green pass rafforzato, ma in questo caso la platea di coloro che rischiano di essere tagliati fuori è molto limitata visto che questo obbligo, salvo proroghe, scade il 31 marzo, in coincidenza con la fine dello stato di emergenza.

INCONGRUENZE
Ma c’è dell’altro: ancora non sappiamo per quanto a lungo il Green pass sarà richiesto da altri Paesi europei. Ritrovarsi con la certificazione verde scaduta (senza alcuna responsabilità visto che si parla di chi ha aderito tempestivamente alla campagna delle terze dosi) sarebbe una inspiegabile fonte di disagio. Inizialmente il Green pass aveva una durata di 12 mesi, successivamente è stata ridotta a 9 e, dal primo febbraio, a sei. C’è una logica in questa decisione del Ministero della Salute: da una parte si puntava a incentivare le terze dosi, visto che chi riceve il booster fa ripartire la validità del Green pass; dall’altra si voleva rispecchiare l’esito degli studi sullo scudo fornito dalla doppia dose che si riduce dopo 4-5 mesi. Oggi però siamo in un vicolo cieco. I tempi non tornano e si rischia di penalizzare proprio i più scrupolosi.

Dal Ministero della Salute fanno sapere: su questo problema c’è una valutazione in corso, ma non sono state ancora prese delle decisioni. Fare trapelare oggi che la durata del Green pass sarà di nuovo cambiata sarebbe controproducente; allo stesso tempo anticipare la fine dell’obbligo del Green pass rafforzato per lavorare potrebbe avere un effetto boomerang, perché i più irriducibili dei No vax eviterebbero di vaccinarsi. Non è facile sbrogliare la matassa.

PROPOSTA
Secondo l’assessore laziale D’Amato la soluzione più saggia, al momento è eliminare del tutto la scadenza per chi ha ricevuto anche il booster. «Premesso che non possiamo ritrovarci con milioni di persone con il Green pass scaduto pur avendo aderito puntualmente alla campagna vaccinale - dice D’Amato - la strada più semplice è prorogare sine die la certificazione verde per tutti coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, dunque terza dose (o seconda per chi aveva ricevuto Johnson & Johnson). Per tutti gli altri, per chi è ancora fermo alla seconda dose, deve restare la validità di sei mesi. Se in autunno si dovesse decidere che serve la quarta dose, allora si potrà rivedere la scadenza». L’alternativa, più banale, è ripristinare a un anno la durata del Green pass per tutti. Manca ad oggi è una linea comune per tutta l’Unione europea.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 13:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA