Green pass, obbligo per entrare in azienda. Dalle palestre ai treni, cosa cambierà a ottobre

Sabato 4 Settembre 2021 di Alberto Gentili
Green pass, obbligo per entrare in azienda. Dalle palestre ai treni, cosa cambierà a ottobre

Entro la fine di ottobre sarà il Green pass il motore del Paese. Il passaporto verde verrà esteso tra poco meno di un mese ai dipendenti pubblici e ai lavoratori di quei settori dove è già obbligatorio per clienti e utenti. E, a seguire, il Qr code sarà necessario anche per entrare in azienda e in fabbrica. «Nel momento in cui lo Stato come datore di lavoro impone il Green pass, poi diventerebbe difficile e perfino irragionevole non estenderlo al settore privato», dice un ministro che segue il dossier.

E il responsabile del Lavoro, Andrea Orlando, conferma: «Il passaporto verde in azienda e in fabbrica verrà introdotto. I sindacati chiedono una legge? Si farà. Nei prossimi giorni fisserò un incontro con le parti e troveremo un’intesa». Mario Draghi, che affida all’estensione del Green pass la spinta «decisiva» per la campagna vaccinale, superando la resistenza di circa 10 milioni di over 12 senza neppure una dose e di 3,6 milioni di ultracinquantenni non immunizzati, è intenzionato a procedere in «modo graduale».

 

 

Green pass obbligatorio, la prima tappa

La prima tappa, dopo la riunione della cabina di regia di maggioranza prevista per la prossima settimana, riguarderà i dipendenti pubblici. L’obiettivo: far scattare l’obbligo del Green pass per tutti gli statali a partire dal primo ottobre, in concomitanza con la fine dello smart-working su cui lavora il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Ad essere esentati saranno solo i dipendenti “fragili” e chi ha seri problemi familiari, per una quota massima del 15%. La norma, si ragiona in ambienti di governo, dovrebbe essere introdotta con un emendamento al decreto del 6 agosto. Quello, appunto, che ha imposto il Qr code sulle navi, gli aerei e i treni a lunga percorrenza dal 1° settembre.

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La misura riguarderà, probabilmente sempre dal 1° ottobre, anche i lavoratori di quei settori per i quali, appunto, è già in vigore il Green pass per clienti e utenti: personale viaggiante di treni, aerei e navi, bar e ristoranti al chiuso, palestre e piscine, cinema e teatri, sale gioco e congressi, stadi e parchi tematici, fiere ed eventi in generale. Ciò significa che dovranno dotarsi di green pass baristi e ristoratori, insegnanti di ginnastica e allenatori di nuoto, i bigliettai e le mascherine di cinema e teatri, stuart e hostess, ferrovieri e marittimi, etc. Anche per loro l’obbligo del passaporto verde dovrebbe scattare all’inizio del mese prossimo. «È una questione di logica: perché i clienti sì e i camerieri o il personal trainer no?», osserva un ministro.

 

A ottobre, c’è chi dice dalla metà del mese, a meno di ulteriori difficoltà scatterà il Green pass anche per aziende e fabbriche. A chiederlo a gran voce è Confindustria, con il presidente Carlo Bonomi. Richiesta reiterata ieri da Sergio Fontana, presidente degli industriali pugliesi, e da Marco Gay presidente della Confindustria piemontese: «La priorità deve essere la sicurezza sui posti di lavoro. Le aziende stanno finalmente ripartendo e il Green pass, insieme alle altre misure di protezione già in campo, è lo strumento più efficace per garantire la ripresa». Però i sindacati frenano. Temono che il passaporto verde possa essere utilizzato contro i lavoratori renitenti. E chiedono una legge, legge che Orlando annuncia dopo un’ulteriore trattativa che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.

LA PISTOLA SUL TAVOLO

Insomma, come ha detto Draghi giovedì in conferenza stampa, il governo va avanti con l’estensione massima del Green pass: «Non si tratta di decidere il se, ma a chi e quando». Una mossa che, di fatto, serve a scongiurare proprio la minaccia dell’obbligo vaccinale. Il premier ha messo la pistola sul tavolo, si è detto d’accordo sull’imposizione dei vaccini. E questa accelerazione, esclusa fino a poche ore prima e avvenuta dopo il “no” della Lega alla Camera, serve proprio per spianare la strada all’estensione del Green pass a nuovi settori in modo da ridurre la percentuale di chi rifiuta di immunizzarsi. «Tra l’obbligo vaccinale e il passaporto verde», dice una fonte di governo, «Salvini alla fine preferirà dire sì al secondo...».

 

 

Che questa sia la ratio è dimostrato dalle parole del ministro della Salute, Roberto Speranza: «Due giorni fa abbiamo superato il 70% di persone vaccinabili che hanno fatto il loro ciclo, ma noi vogliamo insistere. Vogliamo che questo numero cresca sempre di più. Per questo valutiamo, sin dai prossimi giorni, l’estensione dell’utilizzo del Green pass ad altri ambiti della vita delle persone. Ma non ci precludiamo la possibilità, qualora ce ne fosse bisogno, di poter utilizzare anche l’obbligo di vaccinazione».

 



 

Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 18:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA