Giorgia Meloni negli Usa: «Temo l'intelligenza artificiale, anche Musk è preoccupato. Il nostro governo? I fatti dimostrano che è stabile»

La premier intervistata da Skytg24: "Aperta al dialogo sul salario minimo"

Sabato 29 Luglio 2023
Meloni negli Usa: «Temo l'intelligenza artificiale, anche Musk è preoccupato. Il nostro governo? I fatti dimostrano che è stabile»

Giorgia Meloni a tutto campo. «Con Kissinger ho parlato anche di intelligenza artificiale, una materia su cui sono molto attenta e che porterò anche al G7. Non ci stiamo rendendo conto dei rischi possibili», e rispetto alle potenziali opportunità «sono più timorosa delle conseguenze», dice la premier in un'intervista al direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis. «Mentre noi abbiamo sempre avuto un progresso che aiutava a migliorare le nostre competenze ma senza mai mettere in discussione la centralità dell'uomo», adesso il rischio è di «sostituirlo con la tecnologia, e questo deve fare paura: l'impatto su mondo lavoro può essere devastante. C'è da stare preoccupati e non si può perdere tempo». Da Kissinger, su questo, «ho avuto molti spunti, ci sta lavorando con degli esperti. Ne ho parlato con Elon Musk, che non ha contribuito a tranquillizzarmi: anche lui è critico e preoccupato, vede anche lui i rischi».

«I fatti dimostrano che il nostro è un governo affidabile», spiega ancora Meloni. Uno dei temi affrontati con il presidente Usa Joe Biden è stato quello dell'Africa. «L'Italia è il principale dirimpettaio di questo continente - sottolinea la premier - e abbiamo una maggiore capacità di dialogare con loro».

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«Il mercato non può essere libero se non è anche equo, altrimenti rischiamo di devastare i nostri sistemi industriali che hanno degli standard elevati che altri non hanno.

Dunque non decoupling ma derisking nella definizione delle catene di approvvigionamento. È un dibattito che va fatto insieme alla Cina non contro la Cina». L'alleanza con gli Usa e il dialogo con la Cina «possono certamente stare insieme, è importante riuscire a farle stare insieme. Le semplificazioni in politica estera non sono utili, la base della politica estera è parlare con tutti difendendo i propri interessi e dicendo le cose che non funzionano. Ad esempio in passato qualcosa non ha funzionato sulle catene di approvvigionamento».

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«La politica e il governo dello Stato sono due materie molto diverse. Questo è un altro caso in cui la politica estera a volte si legge in modo un pò superficiale: qualcuno ritiene davvero che quando si guida una nazione si possa parlare solo con i propri omologhi che hanno le stesse idee? sarebbe devastante, bisogna saper parlare con tutti» e «la centralità che l'Italia assume a volte è proprio per la capacità di parlare con tutti», dice poi Meloni al termine della missione negli Usa. «Quando rappresenti una nazione rappresenti l'interesse nazionale sulla base di una visione, che nel mio caso è conservatrice. Io ho una identità molto definita di cui sono orgogliosa ma dialogo con tutti e ho buoni rapporti con tutti».

«Io ho aperto al dialogo sul salario minimo ma non credo ad una opposizione dialogante, a buona parte dell'opposizione qualsiasi cosa tu faccia non va bene. Quando vedo invece un approccio non pregiudiziale, come quello di Calenda sul salario minimo, non ci sono problemi. Ma ribadisco i dubbi su questa materia. Detto questo, senza pregiudizi è importante il dialogo e il tentativo di trovare una posizione condivisa».

Ultimo aggiornamento: 30 Luglio, 10:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA