L'Ue di von der Leyen: «Patto su migranti e asilo». Gentiloni agli Affari Economici

L'Ue di von der Leyen. Gentiloni agli Affari Economici
Paolo Gentiloni nominato commissario agli Affari economici. La presidente eletta Ursula von der Leyen ha designato Gentiloni commissario agli Affari economici dell'Ue. È la prima volta che un italiano ottiene la responsabilità del pacchetto EcFin. L'indicazione dovrà ora essere validata dal Parlamento europeo, che nelle prossime settimane avvierà le audizioni di tutti i commissari nominati dalla leader tedesca.

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«Ringrazio la presidente Ursula Von der Leyen per l'incarico che mi ha assegnato nella nuova commissione. Mi impegnerò innanzitutto per contribuire al rilancio della crescita e alla sua sostenibilità sociale e ambientale». Così Paolo Gentiloni che considera il suo ruolo «di grande rilievo in un momento cruciale per il futuro dell'economia europea». «Cercherò di onorare l'Italia, il governo che mi ha proposto, lavorando nell'interesse si tutti i cittadini europei», aggiunge il neo commissario.

«Do il benvenuto alla Commissione Ue designata da Von der Leyen - politica, equilibrata e paritaria per la prima volta. Il mio successore indicato Paolo Gentiloni è un amico ed una scelta eccellente. Saprà portare i valori e le idee della famiglia socialdemocratica». Lo ha scritto su Twitter il commissario agli affari economici uscente Pierre Moscovici.

 

«La scelta per l'Economia è ricaduta su Gentiloni per la sua grande esperienza. Sono sicura che darà un buon equilibrio» al portafoglio «in una combinazione intelligente di punti di vista diversi con Dobrovskis, con cui lavorerà». Così la presidente eletta della Commissione Ue Ursula von der Leyen a chi le chiede della scelta di Gentiloni, precisando che «qualsiasi decisione finale è presa dal collegio».
 

«Gualtieri sa quali siano le aspettative nei confronti dell'Italia e credo che riusciremo a fare progressi su questi aspetti nel quadro delle regole concordate». Così la presidente eletta Ursula von der Leyen a chi chiede della scelta di Gentiloni. «Il ministro delle finanze Roberto Gualtieri viene dal Parlamento europeo e conosce molto bene il Patto di stabilità e le norme sulle quali in Europa ci siamo messi d'accordo. Se rispettiamo queste regole staremo meglio tutti». 


«La Brexit non è la fine di qualcosa ma l'inizio delle nostre future relazioni con il Regno Unito, che voglio siano buone anche in futuro», così la presidente eletta della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «So che Phil Hogan (irlandese, ndr) è un negoziatore molto bravo ed equo. Ha gestito il portafoglio dell'agricoltura in maniera straordinaria, ed è quello che mi aspetto da lui anche come commissario al Commercio», ha aggiunto, «è molto importante avere un accordo sul libero scambio molto valido con il Regno Unito», ha aggiunto.

«Un nuovo patto sulla migrazione e l'asilo». È quanto chiede la presidente von der Leyen nelle due lettere inviate ai futuri commissari, il vicepresidente Margaritis Schinas con delega alla migrazione e Ylva Johansson agli Affari interni, che anche lei si occuperà di migranti. «Dobbiamo esaminare tutti gli aspetti, compresi i confini esterni, i sistemi di asilo e rimpatrio, lo spazio Schengen di libera circolazione e lavorare con i nostri partner al di fuori dell'Ue».

Più in particolare von der Leyen chiede a Johansson che si «riavvii la riforma delle norme sull'asilo che includa la ricerca di nuove forme di solidarietà» e «garantisca che tutti gli Stati membri diano un contributo significativo per sostenere quei paesi sotto la maggiore pressione» migratoria. Inoltre bisognerà cercare le modalità per «colmare le lacune esistenti tra» il sistema di «asilo e le regole di rimpatrio». ma anche «onorare i nostri valori e le nostre responsabilità nei confronti di coloro che fuggono dalle persecuzioni o dai conflitti, garantendo allo stesso tempo che coloro che non sono idonei a rimanere tornino indietro». La presidente designata chiede poi di lavorare su un «approccio nuovo, più sostenibile, affidabile e permanente per la ricerca ed il salvataggio» delle persone «sostituendo le soluzioni ad hoc esistenti», ed assicurarsi che «esistano autentici percorsi legali verso l'Europa», sia «attraverso il reinsediamento di coloro che necessitano di protezione internazionale» che «attraverso opportunità di lavoro per lavoratori qualificati». Si «sviluppi anche »una cooperazione più forte con i paesi di origine e di transito«, lavorando a »stretto contatto con gli Stati membri per intensificare gli sforzi per sviluppare un sistema più solido di riammissione e di rimpatrio«, ma occorrerà anche cercare »modi per stabilire dei corridoi umanitari, al fine di aiutare i rifugiati e offrire condizioni dignitose e umane«. Non da ultimo si dovrà »intensificare la lotta contro i trafficanti di esseri umani in modo per eliminare i loro modelli di business«. Infine concentrarsi per »implementare l'agenzia Frontex« e »far intervenire 10.000 guardie di frontiera di Frontex alle frontiere esterne dell'Ue entro il 2024«.
 
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Martedì 10 Settembre 2019, 12:25






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