Diciotti, indagati Conte e Di Maio. Domani il voto dei militanti M5S su Salvini

Diciotti, indagati Conte e Di Maio.

di Diodato Pirone


ROMA Per il caso del blocco dei migranti sulla nave Diciotti il premier Giuseppe Conte e i ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, tutt'e tre esponenti dei 5Stelle, stanno per affiancare sul banco degli accusati il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Sono infatti arrivati alla Procura di Catania gli atti firmati da Conte, Di Maio e Toninelli, allegati alla memoria del ministro dell'Interno Matteo Salvini, sotto esame della Giunta per le immunità del Senato. In questi atti in tre esponenti dei 5Stelli si dichiarano corresponsabili assieme a Salvini della decisione di bloccare i migranti sulla Diciotti.

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Con l'arrivo dei documenti dal Senato la strada giudiziaria sembra tracciata verso l'apertura, come atto dovuto, di un fascicolo. La Procura di Catania sta procedendo all'iscrizione nel registro degli indagati dei tre esponenti del governo, successivamente ci sarà la valutazione della magistratura della loro posizione.

IL TRAVAGLIO
Una notizia che alimenta il travaglio all'interno del M5s sul voto al Senato per l'autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Catania per Salvini tanto che il Movimento affida la decisione agli iscritti attraverso la piattaforma Rousseau. Segnali di fibrillazioni arrivano da Torino dove i consiglieri comunali del M5S anticipano che domani voteranno «sì» su Rousseau spiegando che «non si può tradire la propria coerenza per non mettere a rischio il governo, sarebbe un ragionamento da vecchia politica».
I «conti» il M5s li farà online e, conferma il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano a L'Intervista di Maria Latella su SkyTg24, l'esito sarà vincolante, anche se lui ritiene che «l'autorizzazione a procedere contro Salvini non vada concessa perché parliamo di un consiglio dei ministri che ha agito collegialmente».
Una linea filo governativa anticipata dal lodo del senatore Mario Michele Giarrusso che in un video spiegherebbe i motivi per cui votare no sia in Giunta che in Aula (dove molti senatori M5S sono perplessi), mentre l'ex presidente del Senato Pietro Grasso sui social lo invita a «pensare più a Montesquieu che a Rousseau». Il centrodestra conferma il suo no all'autorizzazione a procedere e Berlusconi contesta a Salvini di «essersi trovato begli alleati», invitandolo a «riflettere» anche sul futuro.

Francesco Bonifazi, capogruppo dem in Giunta per le elezioni, dà per scontato l'esito della consultazione online del M5s: «Casaleggio e Di Maio salveranno il leader della Lega». Per «certificare la libera espressione popolare» Maria Stella Gelmini, presidente dei deputati di Fi, chiede che «una società esterna verifichi i voti su Rousseau». Intanto Salvini si dice «tranquillissimo» su «voto e processo» perché, sostiene, «gli italiani sanno che ho agito per il loro bene e la loro sicurezza».

Anche il ministro all'Agricoltura Gianmarco Centinaio, ostenta sicurezza dicendo che «il governo non è a rischio», ma avverte i M5s: quella sulla Diciotti «è stata una decisione collegiale, dovrebbero votare sì per anche per Conte e Di Maio...». Sul ritardo di 5 giorni nello sbarco di 177 migranti dalla nave Diciotti nell'agosto 2018 a Catania il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro chiese a suo tempo l'archiviazione dell'inchiesta su Salvini ritenendo che il ministro fosse «giustificato dalla scelta politica, non sindacabile dal giudice penale». Tesi non condivisa dal Tribunale per i ministri che, successivamente, ritenne che Salvini abbia «abusato dei suoi poteri» tenendo i migranti sulla Diciotti per motivi «meramente politici». Lo stesso collegio sarà chiamato ora a decidere sull'eventuale richiesta della Procura di Catania nei confronti di Conte, Di Maio e Toninelli.

 
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Domenica 17 Febbraio 2019, 09:31






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