Carfagna candidata in Campania e Puglia: «Difendiamo gli interessi del Sud, il rischio per l’Italia sono gli estremisti»

La ministra uscente: «Per queste regioni il Pnrr è una speranza di riscatto»

Lunedì 22 Agosto 2022 di Francesco Malfetano
Carfagna: «Noi difendiamo gli interessi del Sud, il rischio per l Italia sono gli estremisti»

Ministra Mara Carfagna, il Terzo polo ha presentato le sue candidature. Lei è soddisfatta?
«Sì certo. Sarà una bella battaglia per il Sud e sono sicura che Azione–Italia Viva avrà soddisfazioni soprattutto in quell’area: siamo i soli che difendono senza se e senza ma le opere del Piano nazionale di Ripresa, cioè la principale speranza di riscatto per 20 milioni di cittadini meridionali».


Correrà in Campania e nei 4 plurinominali pugliesi. La prima è casa sua, la seconda? Perché ha scelto la Puglia?
«Abbiamo concordato con Carlo Calenda l’assetto al tempo stesso più rispettoso delle competenze e più competitivo per le nostre liste. Conosco bene la Puglia, ne ho studiato con attenzione le potenzialità e le difficoltà sia quando abbiamo dato vita al Cis Brindisi - Lecce, che finanzierà progetti per 184 milioni di euro in 22 Comuni delle due province della costa adriatica, sia quando abbiamo portato a termine il Cis Taranto, che consente tra l’altro il ritorno della grande nautica nell’area ex Yard Belleli, un progetto con una ricaduta occupazionale di circa 200 persone. Credo di poter parlare ai pugliesi di problemi, progetti e soluzioni con cognizione di causa».
Proprio nella regione è scoppiata la polemica per la presenza del fedelissimo del governatore Emiliano, Massimo Cassano. Che ne pensa?
«Le posizioni di Massimo Cassano sono sempre state più vicine alla sensibilità di Azione che a quella del Pd, soprattutto del Pd in versione “filo grillina”. La sua scelta anticipa una svolta che auspico e che sta già avvenendo: la ricostituzione, in Italia, di un baricentro moderato a cui partecipi ogni persona, forza, associazione, nemica degli estremismi e del populismo». 

 


Restando al Sud, dove i sondaggi danno in vantaggio il centrodestra, colpisce come ci siano molti candidati paracadutati. I due elementi possono creare un problema di rappresentanza in Parlamento?
«È la legge elettorale a creare problemi di rappresentanza. Tutti lo riconoscono, nessuno dei vecchi schieramenti ha avuto il coraggio di cambiarla per timore di perdere posizioni già acquisite». 
In Campania correrà anche Berlusconi. Probabilmente vi incrocerete in campagna elettorale. Teme il confronto? Se lei si è spostata verso il centro, Forza Italia invece è andata a destra.
«Non ci sarà un confronto diretto, lui è candidato al Senato e io alla Camera. E la mia intenzione non è certo quella di fare una campagna contro qualcuno. Piuttosto, intendo rivendicare uno per uno i risultati ottenuti nei 18 mesi del governo Draghi per il Sud, per Napoli, per la Campania. Risultati mai visti: penso, solo per citare un esempio, ai 280 nuovi plessi per asili nido e scuole per l’infanzia finanziati con gli ultimi bandi Pnrr in Campania. Ai 506 nuovi posti al nido aperti già quest’anno a Napoli grazie ai Lep e all’investimento di quasi 4 milioni di euro. O al grande Contratto istituzionale di sviluppo per l’area Vesuvio-Pompei-Napoli Est, o al milione di euro messo a disposizione per la videosorveglianza a Caivano. Parleremo di impegni già rispettati e della realizzazione di progetti già avviati, non di promesse». 
Peraltro il suo ex partito è parso in difficoltà con le liste e ha escluso molti esponenti. Con meno posti a disposizione i partiti hanno fatto scelte conservative?
«Mi consenta di non commentare le scelte degli altri… Non tocca a me, ciascuno si farà la sua opinione leggendo l’elenco dei nomi».
Cosa risponde a chi sostiene che votare una terza forza è un voto sprecato?
«Se in Italia avessimo avuto una terza forza fedele fino in fondo ai valori liberali ed europeisti, se questa terza forza fosse stata consistente, Mario Draghi sarebbe ancora al suo posto e gli italiani sarebbero meno spaventati dal caro-bollette, dall’inflazione e da una possibile crisi d’autunno. Il voto sprecato, sbagliato, che sistematicamente tradisce le speranze dei cittadini e dell’Italia, è quello agli estremisti e agli irresponsabili». 
Letta e Renzi ieri hanno ricordato che l’ultima volta in cui ci fu una maggioranza di centrodestra – e lei c’era – l’Italia rischiò il default. È un rischio che potrebbe riproporsi?
«Non ho la sfera di cristallo, e tra l’altro ritengo le due situazioni imparagonabili. Il futuro governo erediterà un’Italia in piena crescita, oltre il 6,5 per cento nel 2021 e oltre il 3 per cento nel 2022, titolare di investimenti europei per quasi 200 miliardi di cui 82 destinati al Sud. Il vero rischio è sciupare questa irripetibile occasione, un rischio molto concreto visto che la destra ha nel suo programma la ricontrattazione del Pnrr». 
Ha fatto discutere la giravolta di Conte su una possibile futura alleanza con il Pd. Torneranno insieme?
«La tentazione c’è, ed è evidente da entrambe le parti. L’unico modo per chiudere la stagione populista di cui il M5S è l’emblema è votare per Azione, che non ha mai fatto intese con i grillini e sicuramente non le farà in futuro».

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 13:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA