Camilleri e la politica, nessuno è stato più a sinistra di lui

Camilleri e la politica, nessuno è stato più a sinistra di lui
In politica, Andrea Camilleri era di sinistra. O meglio, nessuno forse è stato più a sinistra di lui. Un comunista romantico si può definirlo. E non riusciva a farsi piacere però anche molti di quelli della sua parte politica. Su Berlusconi ha infierito abbondantemente. Gli dedicò tra l'altro una poesia che lesse in piazza Navona a una manifestazione dei girotondi: Ha più scheletri dentro l’armadio lui/ che la cripta dei cappuccini a Palermo/ Ogni tanto di notte, quando passa il tram/ le ossa vibrano leggermente, e a quel suono/ gli si rizzano i capelli sintetici/ Teme che le ante dell’armadio si aprano/ e che torme non di fantasmi ma di giudici in toga/ balzino fuori agitando come nacchere/ tintinnanti manette...

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Massimo D’Alema gli ispirò il personaggio del diavolo "Delamaz", «un bruco coi baffetti che pilotava ‘na varca sia pure fatta di foglie… Dicivano macari che era ‘ntelligenti, ma grevio e scostante…». Prodi? «Dovrebbe fare un corso di dizione. Tra una sua parola e l’altra passano due treni accelerati di una volta». Per non dire di Renzi. Non lo poteva sopportare e alla vigilia del referendum disse che si sarebbe fatto portare a braccia – lui cieco – al seggio pur di votare No. Ma non era tenero neppure con i Cinque Stelle: «Non mi interessano. Non ci credo. Mi ricordano l’Uomo Qualunque: Grillo è Guglielmo Giannini con Internet. Nascono dal discredito della politica, ma non hanno retto alla prova dei fatti». Di Salvini, si sa: «Mi fa vomitare». Lo considerava un "federale minore".
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Mercoledì 17 Luglio 2019, 14:00






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