Valeria Marini, la madre Gianna truffata: «Così mi hanno rubato 335mila euro, il Covid mi ha salvata»

Venerdì 11 Dicembre 2020
Valeria Marini, la madre Gianna truffata: «Così mi hanno sottratto 335mila euro, il Covid mi ha salvata»

«Mi raccomando, fate attenzione, non fidatevi di nessuno! Prima di dare un euro prendete sempre informazione altrimenti non dovete neanche aprire la porta di casa». Questo l'accorato appello che Gianna Orrù, madre della showgirl Valeria Marini, raggiunta dall'Adnkronos presso la sua abitazione, vuole lanciare per mettere in guardia i tanti che potrebbero cadere nella mani di «truffatori senza scrupoli». È la prima volta che la donna decide di parlare del raggiro che ha denunciato e che ha portato all'apertura di un'inchiesta da parte della procura di Roma, perché, come tiene a sottolineare lei stessa, spera che questa vicenda che le ha causato «tanta sofferenza sia di monito e di aiuto a chi è stato sprovveduto come me».

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La signora Orrù all'Adnkronos ripercorre le tappe che l'avrebbero fatta cadere, come spiega lei stessa, «nella rete di un ragno velenoso» che le avrebbe sottratto ben 335mila euro, secondo quanto denunciato tramite il suo avvocato Laura Sgrò. «Bisogna contrastare questa gente, cercare di ostacolarla in tutti i modi - dice - Il messaggio che voglio lanciare è questo: aiutiamoci tutti quanti, con i messaggi, con le notizie per fare in modo che questa gente e questa robaccia, che purtroppo è anche nel tessuto sociale, abbia vita difficile».

«Certo - spiega - chi ha una certa età e che vive da solo è più a rischio. Io per mia fortuna ho una bella famiglia e dei bei figli che vogliono bene alla loro mamma, ma c'è tanta gente che viene truffata da persone che gli portano via persino la pensione con la quale mangiano, pagano gli affitti e le utenze». Come è cominciata? La madre della Marini racconta di aver conosciuto l'uomo indagato a Roma per truffa nei suoi confronti (e che si dice estraneo ai fatti) «nel 2017».

«Mi sono sempre occupata del lavoro di Valeria - racconta - e in quel periodo stavo visionando un suo corto che era ancora da finire. Avevo notato che il ruolo di Valeria non era adatto a lei e così chiamai la segretaria di mia figlia per dirle di contattare qualcuno della produzione. La produzione del corto mandò questo tizio» che «venne a parlare con me senza qualificarsi ma presentandosi solo come uno che aveva un ruolo all'interno di questa produzione. Non era né un regista né tanto meno un produttore - sottolinea smentendo quanto riportato da alcuni quotidiani - era uno che lavorava nel cinema a tempo perso».

«Così dopo aver parlato e aver visto quello che non andava (nel corto della Marini, ndr), l'uomo venne nel mio ufficio anche qualche giorno dopo con una ragazza che io non so identificare perché l'ho vista una sola volta in vita mia e che si qualificò come colei che aveva scritto la sceneggiatura di questo corto. Le spiegai perché era sbagliato il ruolo di Valeria e lei prese nota di tutto e sparì dalla circolazione. Lui invece continuò a venire in ufficio da me. In realtà, quando scoprii che mi aveva truffato - continua la signora Gianna - ho capito che sin dall'inizio era venuto da me per organizzare il raggiro. Lì per lì non feci caso al fatto che continuava a venire da me con la scusa del corto, una delle prime volte che venne ricordo che andando via mi disse: 'Beh, adesso vado che devo andare a Civitavecchia a trovare un mio amico che si occupa di investimenti, vediamo se mi ha fatto guadagnare qualcosa'. Io non ho ribattuto perché non me ne fregava niente ma lì gettò il primo semino».

«Lui mi ha incastrato perché non ha avuto fretta - dice la Orrù raccontando la sua versione dei fatti - Poi continuò a venire e iniziò a raccontarmi, sempre col ruolo di vittima, che aveva una bambina, che la bambina viveva in Sicilia con la madre, che la madre se ne era andata via, che aveva difficoltà a vedere questa bambina, che la madre aveva un uomo e poi un altro uomo e perciò cambiava paese spesso e io, che sono una mamma, l'ho ascoltato. Fu così che ha cominciato a creare questo 'rapporto'. A un certo punto per me diventò un amico, mi sono ricordata che una volta l'ho chiamato e lui ha avuto una reazione che mi meravigliò molto perché disse: 'Ah mi hai chiamato, finalmente!'».

«Solo ripensandoci dopo mi sono ricordata di tutti questi piccoli particolari: stava già tessendo la tela del ragno velenoso. Ogni tanto lui mi parlava di questi Bitcoin con cui, così mi raccontava lui, si guadagnava bene, cosa anche vera ma non era il suo caso». A questo punto nella vita della signora Gianna entra in ballo un altro personaggio: «L'uomo mi raccontava sempre che da 12 anni aveva questo amico, un certo Andrea Valerio Inturri, che aveva lasciato il lavoro in banca per fare un corso e diventare un trader e aveva iniziato a lavorare con la Cina. Questo Inturri è un personaggio inesistente, totalmente inventato da lui, ma questo l'ho saputo dopo, alla fine di questa disavventura», precisa.

«Così gli chiesi il numero di questo signore perché ci volevo parlare - aggiunge la Orrù - lui me lo diede ma ogni volta che lo chiamavo lo trovavo sempre staccato e l'uomo mi disse che forse era in Cina e di mandagli delle mail. Inizio così questa corrispondenza via mail tra me e questo Inturri. Tutto il gioco lo teneva in mano lui, i personaggi di questa commedia sono tutti inventati. Poi ci saranno probabilmente, ma questo lo dirà la giustizia, anche altre persone che hanno partecipato a questo gioco perverso».

«Il 24 febbraio 2018 - prosegue - facciamo questo primo investimento, io faccio un bonifico di 5mila euro e lui mi disse che avrebbe fatto altrettanto ma in realtà - sostiene la madre di Valeria Marini - prendeva i miei soldi e se li intascava. Poi io con la mia mania di grandezza - aggiunge ironica - gli dissi: 'Mettiamo altri 10mila io e 10mila te', lui mi raccontò che aiutava questo Inturri e ogni settimana mi mandava un resoconto con il guadagno settimanale. Questi 20mila euro in tre mesi, e qui sta la mia stupidità, secondo quanto Milazzo mi diceva, sono diventati 96mila, lui mi mandò tutto il resoconto dell'investimento per iscritto. Mio figlio mi mandò una mail dove mi spiegò dove era la truffa ma allora non gli credetti».

«Ci sono caduta come una cretina - racconta visibilmente provata la signora Gianna - avrei dovuto fermare tutto, chiedere i miei 48mila euro di guadagni ma l'uomo parlò della piattaforma eToro di Cipro e mi disse di reinvestire subito. Versai così altri soldi fino a un importo complessivo di 335mila euro. Per gli ultimi 25mila euro decisi di fare un investimento a un mese e gli dissi che il 13 settembre rivolevo questi soldi ma non arrivarono mai. Iniziai così a preoccuparmi, io chiamavo e lui non rispondeva così mi arrabbiai molto. Bloccai la comunicazione e feci scrivere alla segretaria di Valeria. A quel punto questo Inturri iniziò a mandarmi dei messaggi indicandomi dei tempi entro i quali avrei ricevuto finalmente il denaro».

«A fine dicembre si concludeva questo investimento - racconta ancora la Orrù - iniziai a scrivere a questo Inturri e tra noi iniziò una sorta di amicizia. Preciso che non ci siamo mai incontrati, ci scrivevamo e basta. Inturri, nonostante gli abbia chiesto più volte di vederci per affrontare la questione personalmente, si è sempre negato. Nel frattempo l'uomo mi parlava di un film che dovevamo fare insieme per distrarre la mia attenzione da questi soldi che non arrivavano mai. Mi parlava della sceneggiatura, dei costi, dei 60mila euro che occorrevano per fare il film perché, così mi raccontò, la sceneggiatrice aveva conosciuto un cinese che voleva produrre il film. Tutti argomenti per allontanarmi mentalmente dagli investimenti fatti. Nel frattempo questo fantomatico Valerio Inturri inscenò una guerra con l'uomo del raggiro dove io, come un'idiota, mi misi a fare da paciere per non irritarlo e arrivare così a riavere i miei soldi».

«Un giorno Valeria (Marini) lo chiamò e gli disse: 'Restituisci immediatamente i soldi a mia madrè. Lei intanto aveva messo un investigatore privato che scoprì che lui non abitava dove sosteneva di abitare, che non era solo ma viveva con un'altra compagna dalla quale aveva avuto un altro bambino. Lui allora venne da me tremando come una foglia e mi disse che mia figlia lo voleva uccidere che lui era un padre di famiglia e riuscì a mettermi contro mia figlia Valeria... ma pagherà tutto, pagherà tutto con gli interessi!». «Questo Inturri intanto diventava sempre più cattivo, potente, l'uomo sosteneva che fosse legato alla mafia cinese - racconta ancora la signora Gianna - Per me il delinquente era Inturri e iniziai ad avere paura anche per i miei figli. L'uomo mi disse persino che Inturri gli aveva fatto bruciare la macchina. A un certo punto spunta un avvocato che a detta dell'uomo si chiamava Giambrone e che poi diventò Alessandro Gravelli, altro personaggio inventato da lui, che lavorava nel noto studio di Milano Giambrone e che ci scrisse tramite mail: 'Io posso risolvervi il problema in 24 ore però voglio 2.500 euro più le 500 che tu mi devi dare per essermi occupato della piattaforma eTorò. Così mi feci prestare 3mila euro e glieli diedi».

«Io pensavo che anche l'uomo fosse una vittima come me - tiene a precisare - e arriviamo al febbraio del 2020. Nel frattempo mi disse che era andato a lavorare a Netflix a Milano (poi ho scoperto che non esiste nessun ufficio di Netflix a Milano) e con questa scusa, non c'era mai e non rispondeva mai, parlava solo tramite whatsapp, io ho conservato tutti i messaggi. eToro nel mentre mi mandava dei messaggi, tutto finto -spiega- con i quali mi dava indicazione circa la data in cui mi avrebbe restituito i soldi».

«A un certo punto mi disse che siccome aveva le password di accesso al sistema poteva andare a Cipro a chiudere le operazioni ma aggiunse che non aveva soldi così gli pagai anche il biglietto per Cipro. Finse di andare a Cipro e disse di aver chiuso l'operazione aggiungendo che eToro aveva bloccato Inturri perché aveva mandato soldi in Cina. Io ho anche il contratto con eToro - risultato poi essere falso - Ho depositato tutto quando, ho sporto denuncia». «Per fortuna è arrivato un angelo che mi ha salvato, che ho incontrato un sabato mattina e che non dimenticherò mai -ricorda commossa la signora Gianna- lui mi aprì gli occhi e finalmente a febbraio di questo anno ho deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Questo virus (il Covid 19) mi ha salvato la vita perché ha bloccato tutto, anche l'uomo della truffa. Dopo la denuncia è arrivato il lockdown che ha fermato tutto per tre mesi e da lì ho interrotto i rapporti con questa persona. Io adesso aspetto giustizia e sono convinta che arriverà».

«La signora ha presentato una denuncia alle autorità giudiziarie -spiega all'Adnkronos il legale della Orrù Laura Sgro- la denuncia è stata presa in carico dal Pm che ha fatto richiesta di conclusione delle indagini inviando gli atti al Gip che deciderà se rinviare a giudizio l'uomo per il reato di truffa aggravata. Tutti i passaggi di quanto è accaduto sono stati documentati dalla signora Orrù così da consentire al magistrato di svolgere le attività di indagine serenamente», conclude il legale.

 

L'avvocato di Milazzo: «I processi si fanno in tribunale, non in tv»

«Io faccio l'avvocato da oltre 20 anni, non sono mai andato nelle televisioni e sui giornali perché sostengo che i processi si fanno nelle aule dei tribunali perciò la nostra versione la daremo solo di fronte ai giudici». Così Sergio Stravino, il legale di Giuseppe Milazzo, in merito all'intervista rilasciata dalla mamma di Valeria Marini Gianna Orrù all'Adnkronos sulla presunta truffa che avrebbe subito dal suo cliente. 

«La nostra versione è assolutamente diversa da quella raccontata dalla signora Orrù - sottolinea il legale - perché recepire in modo acritico una versione dei fatti proveniente dalla persona offesa che ha un interesse nella vicenda lo trovo poco ortodosso. I fatti sono assolutamente diversi da quelli che racconta lei (la Orrù, ndr), loro sono andati a raccontare le cose persino a Verissimo, stiamo parlando di una denuncia che ha generato un procedimento penale ma è ancora tutto da dimostrare». «Il mio cliente è in possesso di una serie di dati che risultano 'per tabulas' e nella specie di una serie di messaggi inviati dalla signora che dimostrano una dinamica dei fatti assolutamente diversa da quella resa nota dalla signora. Naturalmente questi dati io li produrrò al tribunale. Il mio cliente ha una serie di elementi probatori da cui si evince in modo chiaro che i fatti sono andati in modo diverso», tiene a ribadire.

«Chi dice che il mio cliente è un truffatore - dice Stravino - ne risponderà davanti all'autorità giudiziaria. Le argomentazioni che sono state evidenziate dalla signora Orrù sono assolutamente infondate e la signora si assumerà la responsabilità di quanto ha detto. Il mio cliente è indagato per truffa aggravata, non è stata nemmeno esercitata l'azione penale - prosegue il legale - e questi lo stanno trattando come se fosse condannato in via definitiva». 

«Se mettete il nome e cognome del mio cliente su internet potete capire facilmente che gravita nel mondo del cinema e che non ha mai fatto il promotore finanziario e la signora Orrù non poteva non saperlo. Se hanno sete di giustizia la devono trovare nei luoghi deputati a questo, non sui giornali e nelle trasmissioni televisive -conclude - o si sono dimenticati dell'esistenza di alcuni messaggi? Quindi mi chiedo: ma di che stiamo parlando?».

 

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