Raffaella Carrà, la fidanzata d'Italia. La regina della televisione è morta a 78 anni dopo una malattia vissuta in assoluta riservatezza

Martedì 6 Luglio 2021 di Tiziana Lupi
Raffaella Carrà, la fidanzata d'Italia. La regina della televisione è morta a 78 anni, dopo una malattia vissuta in assoluta riservatezza

È scomparsa all’età di 78 anni Raffaella Carrà. Se n’è andata in assoluta riservatezza per un cancro al polmone. A comunicarlo l’ex compagno di una vita, e amico inseparabile Sergio Japino. «Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore». L’ultimo suo post risale al 18 giugno giorno scorso, giorno del suo compleanno: «Il vostro affetto mi commuove, vi abbraccio e vi auguro un estate con ritorno alla normalità», aveva scritto. Trai tantissimi messaggi di cordiglio dei colleghi anche quelli delle massime cariche istituzionali e politiche, da Mattarella a Draghi.

 

Stavolta non sono parole di circostanza. Raffaella Carrà era davvero la regina della televisione italiana, come tutti la stanno ricordando da quando ieri se ne è andata, in punta di piedi, per una malattia che l’ha colpita senza pietà ma di cui pochissimi erano al corrente: «Raffaella ci ha lasciati. È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre» ha scritto Sergio Iapino, per anni compagno di lavoro e di vita, per annunciare la sua scomparsa. Erano talmente pochi a sapere della sua malattia che solo la scorsa settimana, in occasione della presentazione dei palinsesti Rai per la prossima stagione, un giornalista aveva chiesto al direttore di Rai1 Stefano Coletta se ci fosse in programma un ritorno in tv della Carrà. E lui aveva risposto, come sempre, che per Raffaella bisognava trovare il progetto adatto e che comunque le porte per lei erano sempre aperte.

Raffaella Carrà, la regina della tv

 

 


GLI ESORDI
Fin dal 1970, aggiungiamo, quando dopo i primi passi mossi nel cinema, Raffaella Pelloni da Bologna, cresciuta a “pane e Musichiere” e diventata nel frattempo Carrà, aveva condotto prima lo spettacolo Io, Agata e tu con Nino Taranto e Nino Ferrer e, poi, Canzonissima con Corrado. Indimenticabile, quest’ultima, anche perché in quella trasmissione Raffaella scopre per la prima volta l’ombelico in tv cantando la sigla Ma che musica maestro!. È subito scandalo ma, anche, un gradimento inatteso e un successo che l’hanno consacrata “senza se e senza ma” la nuova stella della televisione. 

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Da allora in poi i titoli dei programmi e dei dischi, tutti grandi successi, sono andati di pari passo: di qua Canzonissima (sempre con Corrado) e Milleluci (con Mina), di là Tuca tuca (celeberrima ed esilarante la performance con Alberto Sordi), Chissà se va, Maga Maghella, Rumore, Forte forte forte, A far l’amore comincia tu, Fiesta. Che conduca un programma o canti una canzone, che lo faccia in Italia o in Spagna (dove ha ottenuto un successo strepitoso), il suo stile è inimitabile e Raffaella è un’icona: vestiti multicolore, perline, paillettes e tutine aderenti sono entrati in breve tempo nell’immaginario collettivo tanto da far allestire, qualche anno fa, una mostra coi suoi abiti di scena a Cinecittà. Per non parlare del caschetto biondo che alzi la mano chi ha superato gli “anta” e non ha ballato da piccola scuotendo la testa sulle note delle sue canzoni più celebri. Come Tanti auguri, il brano in cui assicurava: «Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, l’importante è farlo sempre con chi hai voglia tu», scatenando la reazione degli italiani da Trieste in su.

 

E portando, anni dopo, il quotidiano inglese The Guardian a incoronarla come «La popstar italiana che ha insegnato all’Europa la gioia del sesso» e, grazie al brano Luca (che per la prima volta parlava di omosessualità in modo diretto e leggero) anche «un’icona gay internazionale». A tanta popolarità ha sempre fatto da contraltare una vita privata vissuta lontano dai riflettori, divisa tra l’Italia (dove amava tanto la sua casa romana quanto quella di Cala Piccola, all’Argentario) e la Spagna, frequentando pochi amici con cui le piaceva giocare a carte – tresette e burraco - e cimentarsi ai fornelli. Sui suoi piatti preferiti negli anni Novanta ha anche scritto un libro, Le ricette di Raffaella: insalata, pastasciutta, verdure e pane integrale i cibi consigliati per mantenersi in forma. Tornando alla tv, come tanti artisti della sua generazione, anche la Carrà (nel 1987) ha subito il fascino delle sirene dell’allora Fininvest ma i risultati non all’altezza delle aspettative l’hanno presto riportata in Rai dove, peraltro, aveva già inaugurato (nel 1983) la televisione del mezzogiorno con Pronto, Raffaella? (il primo programma diretto per lei da Gianni Boncompagni, cui è stata legata per diversi anni, prima dell’incontro con Iapino). E anche qui alzi la mano chi non ha mai provato a contare i fagioli nel barattolo… E poi, a proposito di nuovi format, come non citare Furore! (con cui ha lanciato Alessandro Greco, riservandosi il ruolo di autrice); Carramba, che sorpresa! che tanto ha dato ai programmi simili venuti dopo e Amore, per parlare delle adozioni a distanza e, forse, per colmare almeno in parte il desiderio mai realizzato di maternità.


LE REAZIONI
«Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso, con la sua bravura e la sua simpatia, un messaggio di eleganza, gentilezze e ottimismo», ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Con la scomparsa di Raffaella Carrà – ha detto invece il Ministro della Cultura Dario Franceschini – se ne va la Signora della televisione italiana. Una donna di grande talento, passione e umanità che ci ha accompagnato per tutta la vita». Consapevole di ciò che stava per accadere, la Carrà ha disposto per sé una bara di legno grezzo e un’urna per le ceneri. E sono tanti i tifosi che chiedono su Twitter di ricordarla domani prima della semifinale di Euro2020 Italia-Spagna con un minuto di silenzio.
 

 

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 09:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA