Torna la Belle Époque

Mercoledì 19 Dicembre 2018
L'ESPOSIZIONE
Il pilota con la calottina gialla e la sciarpa rossa sfreccia nel vento e alle spalle in forma stilizzata Tripoli di Libia per annunciare la Lotteria. Una donna bellissima con i capelli ondulati dalle sfumature arancioni che emerge come una dea dall'acqua per raccontare i benefici della stagione termale di San Pellegrino. E ancora una signorina che ammicca il passante, educatamente seduta con vestito rosso carmini che mostra le sue scarpe per fare pubblicità al glorioso Calzaturificio di Varese. Si tratta di manifesti, in realtà vere e proprie opere d'arte (che un tempo finivano comunemente sulle pareti e rovinati dal tempo e dai vandali) che raccontano la vita e il costume della Bella Epoque e dell'Italia di inizio Novecento. Testimonianze semplici del vivere quotidiano: la rèclame di confezioni uomo e donna della ditta Mele & C. di Napoli; i copertoni impermeabili della fabbrica Ettore Moretti di Milano, i manifesti luccicanti e lugubri di Cabiria, il film di Giovanni Pastrone, al quale collaborò pure Gabriele D'Annunzio fino alle mademoiselle che con sguardi languidi reclamizzano prodotti di bellezza.
PUBBLICITÀ EFFICACE
Insomma, messaggi pubblicitari di grande efficacia e immediatezza, opera di un artista triestino Leopoldo Metlicovitz (1868-1944) che, insieme al più famoso cartellonista Marcello Dudovich, ha segnato un'epoca. Ora a Matlicovitz, il Museo Revoltella della città giuliana e il Museo Salce di Treviso che custodisce la maggior parte dei manifesti dell'artista, hanno dedicato la mostra Metlicovitz. L'arte del desiderio (fino al 17 marzo) che dal 6 aprile al 18 agosto prossimo, si trasferirà proprio a Treviso, nella sede del Salce. L'esposizione, 73 manifesti, tre dipinti e numerosi pezzi di grafica minore, è promossa dal Comune di Trieste e dal Polo Museale del Veneto e il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed è a cura di Roberto Curci, Laura Carlini Fanfogna e Marta Mazza. Il catalogo, estremamente elegante e ricco di notizie, è stato stampato dalla casa editrice veneziana Lineadacqua.
TRA EVENTI E SPETTACOLI
Così, nel 150 anniversario della nascita di Leopoldo Metlicovitz, ci sarà modo di conoscere l'opera di uno dei grandi maestri del cartellonismo italiano, autore di centinaia di manifesti dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l'Esposizione internazionale di Milano del 1906 e per molte opere liriche e per i primi lungometraggi cinematografici. Tutte affichés di grande richiamo, immediati nel messaggio e che, allo stesso modo, avevano il compito di veicolare informazioni, annunci, prodotti e spettacoli. Ma non solo: tra gli altri materiali presenti anche numerose cartoline con disegni dello stesso Metlicoviz fino alle copertine di libretti d'opera o riviste come la storica La Lettura. «La sua produzione - ha sottolineato Curci - fu particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani. Era un artista schivo ed estraneo alla mondanità che però interpretava con grande intuito».
LA SCUOLA TRIESTINA
Sulla stessa lunghezza d'onda anche le direttrici dei Musei Revoltella e Salce rispettivamente Laura Carlini Fanfogna e Marta Mazza che nella loro introduzione alla mostra, sottolineano la tradizione della cartellonistica pubblicitaria di artisti soprattutto triestini. Oltre a Metlicovitz e Dudovich vanno ricordati anche Argio Orell, Glauco Cambon e Giuseppe Sigon. «Questi artisti - hanno detto le due direttrici - hanno spesso trovato fortuna in Italia e all'estero, conservando in un certo qual senso una loro triestinità, un vero segno d'approccio alla grafica pubblicitaria aperta alla contaminazione tra arti diverse e diversi modi di intendere l'arte promuovendo da par loro il made in Italy attraverso l'abbigliamento, la meccanica, la musica e il mondo degli spettacoli fino alle località di villeggiatura per il ceto più abbiente».
Paolo Navarro Dina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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