L'oro di Lamon in piazza a Mirano

Sabato 4 Settembre 2021
L'oro di Lamon in piazza a Mirano

MIRANO
Quella di ieri rimarrà una serata storica e indimenticabile per il campione olimpico e primatista mondiale dell'inseguimento a squadre a Tokyo, Francesco Lamon in occasione della grande festa che l'amministrazione comunale di Mirano e l'Unione Ciclistica Mirano gli hanno dedicato in Piazza Martiri per la straordinaria impresa realizzata mercoledì 4 agosto in terra nipponica. Una cerimonia molto bella e sentita contraddistinta da cori da stadio, sventolio di bandiere tricolori e dalle esposizioni di manifesti che ricordavano il successo di Francesco, corridore molto apprezzato per la semplicità e l'umiltà che da sempre lo contraddistinguono. Un'accoglienza straordinaria caratterizzata da lunghi applausi specialmente quando Lamon insieme ai genitori Martina e Giuseppe, la sorella Anna e la fidanzata Sara, si è presentato nei pressi del palco a salutare le autorità.
ACCOGLIENZA
Un'accoglienza che non si aspettava così calorosa e che sotto certi aspetti lo hanno un pochino messo in imbarazzo perché, come ha ricordato: «A Tokyo quando ci siamo fermati a seguire le nostre gare nel velodromo erano solo gli addetti ai lavori mentre ora qui a Mirano avverto il grande e vero calore di casa nostra». Ad inaugurare la serie degli interventi è stato il sindaco Maria Rosa Pavanello che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale che ha messo in evidenza come lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano: nello sport come nella vita. «Emozioni bellissime che non dimenticheremo mai e hanno onorato il nostro Paese».
E' seguito quello del presidente dell'Uc Mirano, Paolo Mario Bustreo, che ha ricordato come il sodalizio bianconero opera da oltre 50 anni e ha una storia fatta di passioni, sacrifici, impegni e di tanti successi e soddisfazioni ma anche di qualche delusione. La storia non deve ricordare solo le vittorie.
L'OMAGGIO
«Lo sport - ha detto con emozione - ha l'obbligo di ricordare da dove tutto è cominciato e per questo sento il dovere di ringraziare quanti hanno contribuito a scriverla e il mio grazie va ai presidenti che mi hanno preceduto e ad un grande amico che non c'è più, Attilio Benfatto». Il presidente si è poi rivolto a Lamon precisando che: «Hai saputo regalarci momenti di grande emozione e hai reso orgogliosi non solo la nostra società, il mondo dello sport ma tutta la città di Mirano. Lui ha inizio con noi a 7 anni indossando la nostra maglia per ben 10 anni e fin da subito ha messo in evidenza le proprie qualità sportive, che oggi sono riconosciute livello internazionale».
«In questa serata lo voglio ricordare per i valori di bravo ragazzo, per la semplicità, la disponibilità, ma allo stesso tempo per la tenacia e serietà nell'affrontare gli impegni sportivi - ha concluso Bustreo - . Francesco è stato circondato da una famiglia esemplare, da genitori e nonni appassionati e intenditori di ciclismo che hanno saputo seguire il ragazzo senza mai intromettersi nella parte tecnica della società, qualità oggi difficili da trovare e da prendere come esempio»..
L'intervento è terminato con i ringraziamenti all'Amministrazione comunale per l'impegno nei confronti dello sport del pedale. Ad alternarsi sul palco ci sono stati poi i diversi campioni del ciclismo tra loro l'olimpico della corsa a punti Silvio Martinello (dire stupendi è poco) e il campione olimpico del quartetto a Roma 1960, Franco Testa (nella mia vita solo due volte ho pianto per il ciclismo e l'ultima è stata nel seguire la prova di Francesco). Ha regalato a Francesco la maglia vinta a Roma. I due si sono scambiate le medaglie.
Un esempio che arriva dalla grande prestazione offerta dal quartetto azzurro nella finale dell'Inseguimento a Squadre ai Mondiali su Pista Giovanili del Cairo (Egitto) culminata con la conquista della medaglia d'argento vinta dal gruppo diretto dal Ct Marco Villa. Tra loro atleti veneziani come Alessio Delle Vedove e Samuele Mion (formatisi all'Uc Mirano) quindi Bryan Olivo, Andrea Violato e Lino Colosio. «Una continuità al lavoro e alla scuola che si sta creando - ha concluso Lamon - anche grazie alla mentalità».
Francesco Coppola
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