In tangenziale con la borsa piena di esplosivo, 4 condanne

Mercoledì 28 Ottobre 2020
In tangenziale con la borsa piena di esplosivo, 4 condanne

LA SENTENZA
MARGHERA Quattro condanne per la borsa piena di esplosivo rinvenuta alla fine di aprile lungo la tangenziale di Mestre, all'altezza della stazione di servizio Bazzera nord. Le ha inflitte ieri pomeriggio il giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Francesca Zancan, a conclusione di un processo celebrato con rito abbreviato e dunque con la concessione dello sconto di un terzo della pena, come previsto dal codice.
Le sanzioni sono state graduate in base al numero dei precedenti penali degli imputati: la più pesante riguarda Daniel Rizzetto, originario di Cittadella, condannato a 4 anni e 11 mesi di reclusione. A Romeo Hudorovic, di Marghera, sono stati inflitti 4 anni e 6 mesi, mentre Michele Cavazza, di Conegliano e Loris Rossetto, di Oderzo sono stati condannati ciascuno alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione.
LA DIFESA
Il difensore degli imputati, l'avvocatessa Stefania Pattarello, aspetta il deposito delle motivazioni della sentenza per poi proporre appello. Nel corso della sua arringa, il legale ha chiesto infatti l'assoluzione per tutti, sostenendo che dell'esplosivo non sapevano nulla e non appartiene a loro. Versione che i quattro hanno fornito fin dal primo momento, quando furono arrestati all'alba, mentre stavano attraversando la tangenziale, travisati, senza documenti né telefonini cellulari al seguito.
A fermarli furono i carabinieri del Nucleo radiomobile di Mestre, i quali si insospettirono nel vedere quattro uomini a piedi lungo la tangenziale a quell'ora del mattino. Il quartetto cercò di darsi alla fuga, ma fu bloccato dai militari dell'Arma, i quali trovarono, vicino a dove gli uomini si erano nascosti, un borsone contenente una cosiddetta pipe bomb: un cilindro in metallo riempito con circa 700 grammi di polvere esplosiva.
ORDIGNO LETALE
Un ordigno che, secondo gli artificieri, era in grado di provocare notevoli danni, anche ad una certa distanza, e di risultare letale nel caso di presenza di persone. In una seconda borsa, rinvenuta a poca distanza, c'erano una batteria e dei cavi: materiale che, secondo gli inquirenti, sarebbe dovuto servire per l'innesco della pipe bomb.
Gianluca Amadori
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