I presidenti "scomodi" che hanno fatto la storia di Casale, Roma e Napoli

I presidenti "scomodi" che hanno fatto la storia di Casale, Roma e Napoli

di Gigi Bignotti

Jaffe-Ascarelli-Sacerdoti, snocciolati così possono sembrare la linea difensiva di una squadra dei tempi andati, ma quelli sono invece i nomi di tre grandi personaggi - anzi tre patron si direbbe oggi - che hanno fatto la Storia del calcio per tre realtà sportive dell'italica pedata come Roma, Napoli e la più piccola ma gloriosa Casale.
Nel libro Presidenti (Giuntina edizioni, 136 pagine, 12 euro) le loro vicende vengono celebrate e sviscerate dal giovane giornalista Adam Smulevich, salito agli onori delle cronache sei anni fa, appena 25enne, per aver aperto la strada all'iscrizione di Gino Bartali nel registro dei Giusti delle Nazioni rivelando quanti ebrei salvò durante il fascismo.
INCREDIBILE SCUDETTO
I protagonisti del libro sono dunque tre colleghi sportivi doc: Raffaele Jaffe, l'uomo che regalò a Casale un incredibile scudetto proprio alla vigilia della Grande Guerra; Giorgio Ascarelli, il fondatore del Napoli calcio, e infine Renato Sacerdoti, il presidente che per primo fece assaporare ai tifosi della Roma il sogno tricolore. Tre grandi uomini e imprenditori quasi del tutto dimenticati: fu il fascismo e in particolare le leggi razziali ad escluderli e renderli indesiderati.
Ascarelli addirittura morì prima delle stesse leggi razziali, ma ciò non gli evitò feroci e incredibili ritorsioni postume. Jaffe e Sacerdoti, pur convertiti al cristianesimo da tempo, furono messi ai margini della società. Il preludio a quello che sarebbe successo: solo il fascista doc Sacerdoti, in clandestinità, riuscì a scamparla.
IL MIRACOLO CASALE
Jaffe, invece, fu arrestato dalle camice nere, morì fra gli stenti nel campo di concentramento di Auschwitz il 6 agosto del 44. Aveva 66 anni tutti spesi per la scuola italiana (fu prima docente e poi grande preside) e per la sua creazione, il Football Club Casale. Laureato in Scienze naturali nel 1909, partendo proprio dall'istituto tecnico in cui era professore, Jaffe fu promotore e fondatore della squadra che vinse il titolo soltanto 5 anni dopo, nel 1914. E Casale Monferrato divenne così (insieme a Novi Ligure, ove la Novese 8 anni dopo vinse il torneo Figc, che fu però disertato da molte squadre importanti) la più piccola città d'Italia in termini di popolazione ad esprimere una squadra capace di vincere il campionato nazionale di calcio. Record tuttora imbattuto in Italia. La società piemontese in epoca recente è passata attraverso mille traversie per essere rifondata 4 anni fa.
L'autore Adam Smulevich non si accontenta di ripercorrere cronologicamente fatti e situazioni, ma analizza la stagione ed evidenzia scelte e responsabilità. Rilegge il fascismo attraverso lo sport, linguaggio universale, aiuta a capire e fare chiarezza. Oltre che, ovviamente, a rendere i giusti meriti a tre grandi patron, anzi Presidenti.
 
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Martedì 24 Ottobre 2017, 05:02






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