FESTIVAL
Silvestri, Fossati, Turci; Bersani, Capossela, Consoli; Guccini, Cristicchi,

Domenica 21 Luglio 2019
FESTIVAL
Silvestri, Fossati, Turci; Bersani, Capossela, Consoli; Guccini, Cristicchi, Mannoia, Gazzè, Bennato. Si potrebbe leggere così l'albo d'oro di Voci per la libertà - Una canzone per Amnesty. Come la formazione titolare della squadra di calcio del cuore. Perché a questa assomiglia scorrendo uno a uno i nomi dei cantautori e artisti italiani succedutisi dalla prima edizione nel 2003 (Daniele Silvestri con il brano Il mio nemico).
Il vincitore del Premio Amnesty sezione big di quest'anno è Roy Paci, che con il rapper Willie Peyote ha scritto il brano Salvagente sul tema delle differenze. Il riconoscimento gli sarà consegnato oggi al centro congressi di Rosolina Mare nella giornata conclusiva di Voci per la libertà, il festival che da 22 anni (è nato prima del premio di Amnesty) coniuga musica e diritti umani, nuove tendenze e vecchie sonorità, impegno civile e voglia di cantare, grandi artisti e giovani emergenti.
OGGI IL MOMENTO CLOU
Da giovedì il festival è in corso nella località di mare in provincia di Rovigo. Ha portato sul palco di viale Europa, per i concerti, e sulle spiagge, per happening nel loro piccolo stile Jovanotti beach party, una raffica di artisti. Oggi vivrà il suo doppio momento clou. Con Roy Paci, alle 18,30 dialogherà con il portavoce di Amnesty Italia Riccardo Noury e alle 21 suonerà insieme a Picciotto. Con la finale del contest fra artisti emergenti da tutta Italia.
UN BIG E OTTO EMERGENTI
Il Premio Amnesty per un brano sui diritti umani oltre a un big va infatti a un giovane. Otto talenti si sono esibiti nelle serate precedenti: Chiara Effe con il brano Mani stanche, Giovi & Massimo Francescon Band (Quello che io non so, già Premio web social), Grace n Kaos (Nero), Chiara Patonella (Pesci), Enzo Beccia (Gli indifferenti), Bif (Venti clandestini), The Roomors (Marielle) e Giulio Wilson (Budapest (Francesco Tirelli). Chi vincerà avrà il nome affiancato a Roy Paci, ma anche i brani di tutti gli altri finiranno nella compilation del festival, che l'anno scorso ha vinto il Premio Tenco del settore.
Lo slogan della kermesse di quest'anno è Sui diritti umani non si torna indietro. Uno slogan che parte dal 10 dicembre 1948, quando l'assemblea generale delle nazioni Unite proclamava la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Per la prima volta veniva scritto che esistono diritti di cui ogni essere umano deve poter godere per la sola ragione di essere al mondo. Eppure la Dichiarazione è disattesa, anche perché ancora troppo sconosciuta. Un festival come Voci per la libertà da 22 anni la urla a gran voce con la sua musica e le sue iniziative.
Ivan Malfatto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA