«Dacci mille euro, lavorerai meglio»

Venerdì 3 Dicembre 2021

L'ORDINANZA
VENEZIA «Vedrai che fra poco lavori meglio, non starti a preoccupare... ascolta! Non cambiare discorso... dagli mille euro al mese». È una frase intercettata quasi per caso: il 13 aprile 2017 ascoltando Loris Trabujo che apre il suo cellulare, agli investigatori arriva diretta la voce del boss Gilberto Boatto, considerato l'ideatore della rinascita della Mala del Brenta. È lui che pronuncia la frase finita agli atti con la quale chiede - o meglio, impone - a Luciano De Rossi di versare un pizzo da mille euro come saldo affinché la sua attività di trasporto acqueo con base sull'Isola Nuovissima del Tronchetto continuasse ad andare avanti.
L'ESTORSIONE
I mille euro diventeranno duemila con il passare degli anni, Boatto e il suo socio Trabujo cercheranno anche di far propria la società di De Rossi ma la tattica messa in atto dalla nuova Mala per imporre il proprio controllo sul business dei motoscafi è la stessa estorsione usata con Otello Novello, il Cocco cinese che a Boatto di euro ne versava 6mila al mese. «Le attività d'indagine - si legge nelle carte del giudice per le indagini preliminari, Barbara Lancieri - hanno fornito riscontri» sul progetto di Boatto e Trabujo «di taglieggiare anche questo imprenditore». Denaro chiesto «con cadenza regolare facendo leva sulla minaccia insita in ciò che il nome di Boatto e l'organizzazione di cui era a capo evocava» in lui. Un canale più complicato da percorrere rispetto al filone del Cocco cinese. «L'attività è risultata molto più impegnativa di quanto non fosse con Otello Novello - scrive il gip - date anche le difficoltà economiche in cui versava l'impresa» di De Rossi.
L'IDEA
I primi abboccamenti dei vertici della rinascente Mala del Brenta con Luciano Pippo De Rossi sono del dicembre 2016, ed è la stessa data indicata dal giudice nella contestazione dell'accusa di estorsione. Ancora dall'ordinanza: «Parallelamente a questa iniziativa criminale (l'estorsione, ndr) Trabujo, in accordo con Boatto, andava coltivando» un'idea che «consisteva in pratica nello spogliare» De Rossi «della sua società». Iniziativa naufragata perché chi avrebbe dovuto spalleggiare il duo di vertice si era tirato indietro all'ultimo. Sono le intercettazioni tra Boatto e Trabujo a far emergere quanto la strada fosse tortuosa.
I CHILI
Nel marzo 2018 Boatto, in permesso premio per la morte del fratello, è a Venezia e si concentra sulla vicenda De Rossi.
Boatto: «Con Pippo (De Rossi) come siamo messi? Deve dare due chili»
Trabujo: «gliel'ho detto, deve darmeli mercoledì o martedì, martedì o mercoledì. Ma come? eh gli ho detto...vecio...».
B.: «Sono cambiate le robe?».
T: «Bisogna che paghi, fine».
B.: «Gli dici anche Lolli(soprannome di Boatto) lo ha detto».
IL PAGAMENTO
Seppur in ritardo, come spesso sottolineano i due («Ascolta, soldi non ne dà, se non ha nemmeno una lira», dice Boatto in un'intercettazione), De Rossi paga e più volte si incontra a Mestre con Trabujo. I «chili» sono i migliaia di euro e De Rossi li versa con bonifici o assegni e in cambio riceve da Trabujo delle fatture per operazioni inesistenti.
Nicola Munaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA