C'è poco da fare: chi arriva alla laurea si colloca su un gradino più

Mercoledì 17 Luglio 2019
C'è poco da fare: chi arriva alla laurea si colloca su un gradino più alto. Non è solo una questione di prestigio (e di massime potenzialità). Il fatto è che ha ottenuto una maggiore preparazione e si trova più pronto. Con i tempi che corrono (letteralmente) la concorrenza per accaparrarsi un lavoro adeguato e grato si intensifica ogni giorno che passa. È e sarà fondamentale averlo in mente nello scenario di sfondo delle nostre civiltà tecnologicamente evolute -in poche parole le società occidentali mentre il mondo è ormai un portone spalancato alla multiculturalità. La spinta a raggiungere un indispensabile livello di istruzione lascia supporre che nessuna persona razionale possa permettersi di rinunciare alla conoscenza.
E non solo per acquisire quel patrimonio complesso di elementi tecnici e professionali che sono imposti dall'inarrestabile avanzamento delle innovazioni e dall'accelerato confronto delle idee.
Proprio questa tipologia di progressione richiederà a ciascuno di dotarsi di maggiori energie per più solide basi di pensiero. Per una cosciente progettualità che coinvolga anche la dimensione della spiritualità. Non a caso oggi le aziende dinamiche di ogni settore richiedono addetti con capacità di ragionamento e di sensibilità che non si fermano alla prospettiva tecnico-economica. I valori extra-materiali rientrano a pieno titolo nelle valutazioni globali. La vecchia separatezza fra cultura tecnica e cultura umanistica è del tutto inefficace. La preparazione e la formazione dei laureati deve comprenderle entrambe.
Se pensiamo per un attimo all'immenso esercito di giovani immigrati che premono alle porte del mondo moderno, dagli Stati Uniti d'America alla UE (che comunque andrà componendosi in unità), lo sforzo per l'intensificazione dell'istruzione diventerà indispensabile.
Non è che tutti saranno obbligati a diventare accademici, ma i processi di acculturazione e integrazione imporranno il passaggio, certamente arduo e costoso in termini umani e sociali, individuali e collettivi, dallo stato di fatto della multiculturalità al valore dell'interculturalità. Lo scambio, il dialogo, il confronto sollecitano le intelligenze, per quanto le menti ne dispongono. Non esistono alternative a questo necessario balzo in avanti. Se non la guerra fra le razze, i popoli, le culture e i continenti che sprofonderanno nel più orribile caos planetario La tentazione dell'inerzia è improponibile. Per questo il ruolo della scuola a ogni livello, la lettura, lo studio divengono assillanti. Ivi compresa la visione della dimensione religiosa e l'appello alle risorse di spiritualità. Non occorre paludarsi da futurologi o da buffi oroscopisti: Il tempo che ci sta davanti richiede sempre più serietà, compostezza, impegno. I dati proposti dall'Osservatorio del Gazzettino sono qui a confermarlo, solo che ci si applichi a una lettura non superficiale.
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