«Banche, colpe enormi dei controllori»

Sabato 25 Giugno 2016
C'è la settantenne di San Donà che ha investito più di 600mila euro nelle azioni della Banca Popolare di Vicenza e ora ha perso tutto. E c'è l'imprenditore che ha chiesto un fido di 200mila euro e ne ha avuti altri 50mila in azioni che ora non valgono più nulla, le cosiddette "baciate".
Sono solo un paio delle migliaia di casi che hanno spinto l'Associazione Giovani Avvocati di Venezia (Aiga) ad organizzare ieri nella sede della Città metropolitana di via Forte Marghera il convegno "La crisi delle banche e la tutela del risparmiatore". «Se per quanto riguarda le "baciate" la sentenza del giudice Marra del Tribunale delle Imprese di Venezia ha stabilito che sono operazioni nulle - ha spiegato il presidente dell'Aiga, Alessandro Filippi - c'è una situazione molto complessa per tante altre tipologie. Questo incontro nasce proprio per individuare possibili soluzioni civili e penali per la tutela degli azionisti». «Si è sgretolato il valore sociale della fiducia - sottolinea l'avvocato Carlo Emilio Esini, esperto di diritto finanziario -. Ci sono responsabilità enormi anche da parte di chi doveva vigilare, ovvero Banca d'Italia e Consob, perché certe cose non dovevano passare inosservate e, invece, si è deciso di non fare nulla. Ora si prospetta un lavoro faticoso di ricostruzione che per forza di cose andrà visto situazione per situazione». Ezio Conte, dell'ufficio legale del Codacons, invita comunque i risparmiatori ad avere fiducia: «Per gli oltre i 600 casi seguiti in Veneto circa il 90% ha buone possibilità di recuperare il credito. La prima cosa da fare è recuperare la documentazione del proprio dossier finanziario». L'avvocato Andrea Cimmino del Foro di Roma ha spiegato poi l'attività dell'Ombudsman-Giurì Bancario, organo gratuito di tutela alternativo alla via giudiziaria, a cui si possono rivolgere tutti quegli ex soci che possono dimostrare carenze informative nella vendita delle azioni da parte della banca.
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