AMBIENTE
MESTRE Ora che i soldi in cassa ci sono, la scelta dell'amministrazione

Giovedì 9 Settembre 2021
AMBIENTE MESTRE Ora che i soldi in cassa ci sono, la scelta dell'amministrazione

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MESTRE Ora che i soldi in cassa ci sono, la scelta dell'amministrazione comunale sarà tra la collocazione di venti pozzi per l'estrazione dell'acqua piovana o di un nuovo tappeto impermeabile. In entrambi i casi ci vorrà almeno un anno per completare l'opera ma mentre la prima soluzione si presenta come meno onerosa ma richiederebbe una gestione costante dell'opera, la seconda, inizialmente più costosa, garantirebbe una soluzione definitiva al problema.
IN COMMISSIONE
Il tema della messa in sicurezza dell'area demaniale della barena di Passo Campalto, interessata all'ampliamento del parco di San Giuliano, è stato affrontato ieri mattina durante i lavori della quarta Commissione consiliare. Quella della barena di Passo Campalto è un'area della gronda lagunare vasta 28 ettari, che in passato ha subito un forte inquinamento da sversamenti di rifiuti e sostanze tossiche, soprattutto fosfogessi, che ha richiesto un primo e complesso intervento di bonifica e messa in sicurezza ambientale, coordinato dal Consorzio Venezia Nuova, iniziato nel 1998 e concluso nel 2004 e costato 28 milioni di euro, grazie al quale è stato isolato il materiale inquinante che non poteva più essere rimosso, attraverso la realizzazione una cinturazione dell'area e la posa di diaframmi protettivi composti da una guaina impermeabile e da sedimenti collocati sull'area calpestabile. Un intervento che, come è stato evidenziato da monitoraggi successivi, non ha però risolto l'effetto del percolamento di oltre 15mila metri cubi di acqua piovana all'interno del terreno, che ha posto il problema del trattamento di questa massa d'acqua che si accumula ogni anno e in particolare della sua raccolta e smaltimento. Il progetto meno oneroso di messa in sicurezza, inviato al Comune dal Provveditorato, avrebbe un costo stimato tra i due e i tre milioni di euro e prevede la collocazione di 20 pozzi di emungimento dell'acqua di falda lungo il perimetro della barena, per tenere sotto controllo e depurare la massa d'acqua accumulata, che dovrebbe poi essere trattata in loco o in un impianto esterno sfruttando la rete di tubazioni Pif che il Consorzio Venezia Nuova e l'Autorità Portuale hanno realizzato a Porto Marghera. La soluzione definitiva, ancora in fase di studio, comporterebbe invece un intervento sull'intera superficie della barena per mezzo di un nuovo diaframma protettivo costituito da una seconda guaina che dovrebbe aumentare l'impermeabilità, evitando ulteriori interventi di gestione e manutenzione del manufatto ma anche precludendo la successiva piantumazione di alberi con radici molto profonde. «Qualunque sarà la soluzione scelta, il nostro auspicio è quello di vedere completato il recupero e il rilancio di questa area strategica prima della conclusione di questa consiliatura - ha osservato il consigliere Pd Emanuele Rosteghin - consegnando alla cittadinanza l'atteso ampliamento del parco di San Giuliano e rendendolo fruibile in tutti i suoi 28 ettari».
Paolo Guidone
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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