Al via a Venezia la Biennale Teatro

Lunedì 22 Luglio 2019
«Mi piace rompere i limiti. Voglio mescolare chi è in scena con chi sta fuori. Il processo creativo inizia dalla ricerca della cosa più entusiasmante per il pubblico. Cerco di liberarmi dei cliché e affronto quello che sembra impossibile. E la bellezza di lavorare per un pubblico giovane è che non ci sono aspettative, preconcetti, limiti». L'olandese Jetse Batelaan (nella foto) descrive così il suo lavoro sul teatro-ragazzi, che l'ha portato all'assegnazione del Leone d'Argento 2019 e ad inaugurare, questa sera al Teatro Goldoni, la Biennale Teatro (info www.labiennale.org). Il 47. Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella occuperà spazi teatrali e non convenzionali a Venezia dal 22 luglio al 5 agosto, portando in scena 14 artisti, con un programma di 28 spettacoli dei quali 2 in prima europea e 6 in prima assoluta. Sotto il titolo Drammaturgie mette in relazione autori e registi come Sebastian Nübling, Alessandro Serra o le australiane Susie Dee e Patricia Cornelius, performer multidisciplinari come Julian Hetzel e Miet Warlop, il teatro visivo della cilena Manuela Infante, la parola di Quotidianacom, Pino Carbone e Lucia Calamaro. E in chiusura il Leone d'Oro Jens Hillje. Riallacciandosi alla tradizione del teatro per la gioventù, la Biennale Teatro presenta The Story of the Story e War per il Theater Artemis. Il primo è un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici dell'immaginazione. Quello che rende speciale The Story of the Story è che esplora questo tema con gioiosa fantasia, incrociando una truppa di cacciatori-raccoglitori, oggetti astratti che prendono vita, il pubblico, una famiglia i cui membri assomigliano a Cristiano Ronaldo, Beyoncé e Donald Trump. Con War l'autore affronta i temi tragici della guerra con profonda leggerezza per un pubblico di bambini a partire dai sei anni. La giornata di apertura della Biennale Teatro vede in scena anche Mauser di Heiner Müller (alle Tese in Arsenale) nella graffiante e provocatoria messinscena di Oliver Frlji - da alcuni indicato come il Nekrosius dei Balcani. La domanda di fondo è cruciale: per cosa siamo disposti a morire o per cosa siamo pronti a uccidere? Lo spettacolo mette in scena il processo e l'esecuzione della condanna a morte di un protagonista della rivoluzione russa
Giambattista Marchetto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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