Salute al bivio

Giovedì 12 Dicembre 2019
L'ANALISI
UDINE Un presente positivo, un futuro in sicura crescita con il consenso dei cittadini. Per ora concentrata soprattutto nella diagnostica, si dichiara pronta a «non tirarsi indietro» se le sarà consentito di operare anche in altri ambiti della sanità, come le prestazioni legate alla cronicità. Restano comunque in cima alle possibilità di ampliamento le prestazioni che ora i cittadini del Friuli Venezia Giulia cercano fuori regione, come gli interventi per cataratta, per la revisione delle protesi, per la risonanza alla colonna e quella muscolo scheletrica. È il quadro attuale e quello in evoluzione della sanità privata convenzionata presentato ieri a Udine da Assosalute Fvg, l'associazione che raggruppa e rappresenta strutture sanitarie private della regione, guidata dal presidente Claudio Riccobon. La fotografia della sanità privata convenzionata in regione, illustrata a pochi giorni dal varo in Consiglio regionale della riforma sanitaria, la fornisce l'indagine effettuata per Assosalute Fvg da Swg tra il 9 e il 15 ottobre, su un campione di mille soggetti di età superiore ai 30 anni residenti in regione, attraverso interviste telefoniche e online
I RISULTATI
È emerso che il 46% del campione usa le strutture sanitarie private convenzionate e il 65% ne usufruisce con frequenza, mentre le persone in età più matura risultano più legate alle strutture pubbliche. Il grado di soddisfazione complessivo è elevato e si attesta su un voto medio dell'8,3 su dieci. Quel 46% del campione che ha usufruito di queste strutture lo ha fatto soprattutto per esami diagnostici (79%), per visite specialistiche 59% - erano possibili più risposte , per un 10% a fini riabilitativi e per una percentuale analoga per ricoveri e interventi chirurgici. Una sanità, quella privata convenzionata, non solo considerata efficiente dai cittadini, ma anche necessaria ai fini del funzionamento complessivo del servizio sanitario regionale, tanto che si è espresso in tal senso l'83% degli intervistati e anche il 78% di coloro che generalmente usufruiscono di altre strutture sanitarie. «Non siamo antagonisti, ma integratori del sistema pubblico affinché sia soddisfatto il bisogno di salute dei cittadini di questo territorio», ha sottolineato il presidente Riccobon, evidenziando che i numeri stanno a dire come «i cittadini abbiano una percezione reale e positiva del privato accreditato nel garantire alti livelli di cura». Le prospettive di crescita sono a doppia cifra. La propensione media verso un maggiore ricorso alla sanità privata accreditata nel futuro è del 12% per chi non ne fa attualmente uso e sale fino al 16% per chi già la utilizza, ha certificato l'indagine «Il privato accreditato inoltre può argine contro la fuga dei pazienti fuori regione, trend che toglie risorse e posti di lavoro», ha aggiunto Riccobon, critico nei confronti del fronte sindacale allarmato perché in sanità cresce il lavoro nel privato. «Il lavoro è lavoro ha detto -. Non dovrebbe preoccupare i sindacati se cresce nel privato». Le prestazioni eseguite fuori regione per i pazienti residenti in regione crescono di anno in anno: per esempio, ha documentato Assosalute Fvg, si è passati dai 1.770 interventi di cataratta eseguiti in Veneto nel 2017 ai 2.959 del 2018 per un valore di 3,69 milioni di euro. Ancora più alti i dati della «fuga» in Veneto per interventi ortopedici di protesi (936 nel 2017 contro i 1.042 nel 2018) per un valore di mancata attività eseguita nelle strutture della regione di oltre 9,5 milioni di euro solo nel 2018. «Sono prestazioni che il privato accreditato potrebbe erogare, avendo già anche le competenze nelle proprie strutture», ha assicurato Riccobon, che non ha escluso l'interesse per altri livelli assistenziali, anche la cronicità, «sempre che ci vengano assegnate».
Antonella Lanfrit
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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