La svolta verde dell'ex discarica

Giovedì 12 Dicembre 2019
L'OPERA
UDINE Potrebbe vedere la luce entro il 2020, burocrazia permettendo, il nuovo parco fotovoltaico di San Gottardo, in grado di fornire «energia a chilometro zero» a 3.600 persone e 1.200 famiglie. Direttamente dal sole ai pannelli installati su una porzione dell'ex discarica Ifim,, di circa 5,5 ettari. Una svolta verde innegabile per l'area, oggi in fase di post-gestione per 30 anni, dove, prima della chiusura del 2014, nel corso di un ventennio sono stati accumulati quasi un milione di metri cubi di rifiuti. La Regione ha appena scritto una pagina decisiva per la storia dell'ex discarica, stabilendo che l'intervento, presentato dalla Ifim srl di Udine per lo screening di Via il 18 settembre scorso, non vada assoggettato alla procedura di valutazione di impatto ambientale. Uno snodo che dovrebbe consentire tempi più snelli per la realizzazione.
LA PROPRIETÀ
Alla Ifim non nascondono la soddisfazione. «La prima fase è passata. Vuol dire che la Regione che ha emesso il decreto ha considerato che l'impatto del progetto non fosse significativo dal punto di vista ambientale, tanto da non ritenere necessario assoggettarlo alla Via. Adesso si apre la fase successiva. Dovremo presentare il progetto per ottenere l'autorizzazione prevista dal decreto sugli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili». Servirà una conferenza dei servizi con tutti gli enti coinvolti. Ma i tempi dovrebbero essere più rapidi di quelli richiesti dal complesso iter di Via, che non è stato richiesto neppure per il precedente parco fotovoltaico realizzato dal Gruppo Midolini. «A noi servirà un mese o speriamo anche meno - prosegue l'azienda - per presentare il progetto, poi i tempi dipendono dall'iter. Se vengono richieste integrazioni, come di solito accade, bisogna sospendere la procedura: quindi, stimiamo che potrebbero volerci dai tre ai sei mesi per l'autorizzazione. Poi, se ci sarà il via libera, come auspichiamo, si può procedere alla fase esecutiva: ci vorrà qualche mese per installare i pannelli. Entro il 2020 il parco fotovoltaico potrebbe essere realizzato». Raffaella Midolini, presidente di Ifim e di Elettricità dai rifiuti urbani, che fa sempre parte del Gruppo Midolini, ricorda che per la società «è un investimento rilevante, si parla di quasi 3 milioni di euro», per un impianto di 2.955 Kwp di potenza. «I tempi sono stretti per accedere ai contributi europei che vengono concessi sull'energia prodotta. Dovremmo fare domanda entro febbraio o marzo per entrare nella graduatoria. Ma devo dire che le pubbliche amministrazioni sono state sollecite in questa prima fase». Fra le idee, quella di realizzare anche «postazioni per la ricarica di auto o bici o motorini elettrici». «Porteremo energia a chilometro zero. Questo intervento rientra in un programma di riqualificazione più vasto che interessa la zona di San Gottardo».
LA REGIONE
Nel decreto siglato dal direttore centrale della Difesa dell'ambiente Massimo Canali, che stabilisce la non assoggettabilità a Via, incassati i pareri positivi del Servizio energia e dell'Ente tutela patrimonio ittico (mentre il Comune di Udine ha rilevato la non conformità urbanistica), la Regione ha messo dei paletti precisi. Nel progetto definitivo da sottoporre alle successive fasi autorizzative, infatti, fra le altre cose, la proprietà dovrà provvedere a riseminare l'erba in tutte le aree prive di manto erboso o rovinate dal cantiere, ma dovrà anche impegnarsi a non usare diserbanti, presidi fitosanitari e concimi. Il punto chiave, poi, è mettere le basi, «su tutte le superfici di progetto tecnicamente compatibili con i pannelli previsti» per il futuro bosco golenale previsto (nei margini ovest e sud) dalle norme per il recupero dell'area che dovrà avvenire una volta smantellato, dopo circa 20-25 anni, il parco fotovoltaico. La parte centrale, invece, dovrà essere recuperata a prato. L'area dell'ex discarica, infatti, rientra nell'ambito del parco del Torre.
Camilla De Mori
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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