IL VIAGGIO
FORNI AVOLTRI Vaia. Evoca il nome di una divinità antica, ma

Mercoledì 12 Giugno 2019
IL VIAGGIO
FORNI AVOLTRI Vaia. Evoca il nome di una divinità antica, ma il Fvg, e non solo, la conosce come la devastante tempesta che ha cambiato il volto delle belle montagne carniche, di boschi e sentieri. Sette mesi dopo è ancora difficile dimenticare il passaggio violento di Vaia, la distruzione che si è portata dietro è ancora ben visibile e continuerà a esserlo. Tra i territori più colpiti c'è il comune di Forni Avoltri, meno di 600 anime ma una perla delle Alpi Carniche che sorge lungo le rive del torrente Degano, alle pendici del Monte Coglians, la cima più alta in regione.
LA MAPPA
Meta di amanti della montagna, escursionisti e raccoglitori di funghi, oggi Forni Avoltri fa i conti con 90mila metri cubi di legname a terra e di questo piccolo comune si è sempre parlato poco, questa perla delle Alpi Carniche che sconta la vicinanza con la vicina e ben più nota Sappada dove i boschi sono stati risparmiati quasi tutti dal passaggio della tempesta. Qui, nel piccolo comune che come slogan turistico scrive No Nepal, Alpi Carniche, dal giorno del disastro si lavora senza sosta per ridare dignità alla montagna sfregiata che sette mesi dopo porta ancora i segni della furia dei venti. Alle porte della stagione estiva, fondamentale per l'economia di Forni Avoltri, c'è ancora tanto lavoro, anche l'inclemenza e le bizzarrie del tempo di un pazzo maggio si sono messe di traverso.
L'ALLARME
«Una percentuale altissima del nostro territorio è stata interessata ricorda la neo-sindaca, Sandra Romanin oltre tutto il legname che c'è a terra, anche i sentieri devono essere ripuliti. Stiamo cercando di coniugare le esigenze turistiche con quelle di chi lavora per portare via il legname». Grossi mezzi e camion che devono avere la possibilità di spostarsi su passaggi liberi. E di tronchi da caricare ce n'è davvero tanti, «una quantità inimmaginabile, tutte le ditte locali sono al lavoro, oltre a ditte provenienti da Austria e Trentino Alto Adige». Nei boschi oggi di proprietà austriaca, sopra la cava di marmo di Pierabech, dove si estrae il pregiato Fior di pesco, alcuni mezzi sono all'opera anche di domenica, ma il maltempo di maggio ha peggiorato la situazione provocando ulteriori frane che bloccano la mulattiera. Scendendo e guardando in alto, il paesaggio in alcuni tratti è spettrale, lo si osserva con sconforto mentre si calpestano i grossi sassi della vecchia mulattiera, quella che sta lì da oltre 100 anni, ricavata ai tempi della Grande guerra, mentre gli abeti di Forni Avoltri non ci sono più. Molti sono di proprietà del Comune, «e questo si riflette sulla nostra economia dice la prima cittadina stiamo cercando di riaprire i sentieri in collaborazione con il Cai e gli accessi ai rifugi. Poi penseremo a come ripristinare il territorio e stiamo facendo un'attenta valutazione con la Regione e gli esperti. Alcune aree si possono mettere a pascolo, altre a bosco e si può implementare la sentieristica. Speriamo che entro la fine del 2020 tutto sia stato ripulito, ma molto dipende dal tempo e da quando inizierà l'inverno». L'obiettivo è «cercare di arrivare dappertutto. In alcune zone sono franate anche le piste forestali che ora non sono agibili e richiedono interventi importanti» come quella che porta a malga Tuglia, oggi raggiungibile solo dal versante sappadino. «Forse i danni di Forni Avoltri sono stati sottovalutati rispetto a Sappada, ma non dalla Regione che non ci ha trascurato. Noi abbiamo fatto un rilevo accurato dei danni e ora abbiamo forti finanziamenti per intervenire sulle piste, sui letti di fiumi e torrenti». Oltre 5 milioni di euro per lavori da appaltare entro settembre assieme alla Protezione civile, «la Regione ha saputo cogliere la gravità della situazione sottolinea Romanin questo territorio è uno dei più battuti da chi ama la montagna», ma il suo volto cambierà e quando i boschi saranno ripuliti si capirà anche quali saranno i suoi nuovi tratti attraverso una ricognizione dei danni post pulizia.
Lisa Zancaner
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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