Civibank, utile di 2,7 milioni

Giovedì 13 Febbraio 2020
Civibank, utile di 2,7 milioni

IL BILANCIO
CIVIDALE Utile netto di 2,73 milioni (7,2 milioni prima delle imposte), 610 milioni di nuovi finanziamenti erogati a famiglie (205 milioni) e a imprese (405 milioni), pari a un + 15% rispetto all'anno precedente e, contemporaneamente, un calo delle sofferenze del 38% così come in discesa è risultato il credito deteriorato. Resta quindi confermata l'importante solidità patrimoniale, con il termine di riferimento al 13,65 per cento. È questa la cornice dei conti che il Consiglio di amministrazione di Civibank consegnerà il prossimo aprile all'assemblea degli azionisti, dopo che il Consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio al 31 dicembre del 2019, confermando i dati di crescita in linea con le direttive del Piano strategico approvate un anno fa. Sono numeri che la presidente Michela Del Piero inquadra in un processo che «dal consolidamento porta alla crescita» dell'unico istituto di credito autonomo in Friuli Venezia Giulia. Obiettivo del percorso, «dotare il Nordest del Paese di un istituto storico, solido, autonomo, efficiente e redditizio», ha proseguito Del Piero, anche se, come anticipato, neppure in questa annualità i soci potranno avere dividendi.
LA PRESIDENTE
«Il 2019 è stato un anno di grande lavoro e soddisfazione, stiamo dando un contributo determinante all'economia regionale», ha aggiunto, anche se «tutto ciò non si manifesta ancora abbastanza nell'utile netto che, seppure in crescita del 33% rispetto agli anni passati, non raggiunge per il momento i livelli che noi abbiamo in mente, poiché il reddito viene destinato a manovre di rafforzamento». La presidente ha evidenziato che «gli indicatori fondamentali della banca sono tutti in deciso miglioramento rispetto a un anno fa, dall'indicatore di solidità patrimoniale a quello dei liquidità, fino al Npl ratio lordo, che misura il calo dei crediti deteriorati». La raccolta indiretta, aumentata del 9,5% è metro, ha proseguito la presidente, della fiducia che i clienti riservano all'istituto, rivelata anche dalla crescita della raccolta diretta (+4,6%), compresa quella online, che canalizza in Friuli Venezia Giulia risorse raccolte in Italia e all'estero tramite partnership con Fintech. In tempi di bilanci Del Piero non scantona rispetto allo scottante problema delle azioni della banca che, oltre ad aver perso valore, vivono un mercato quasi fermo. «Certo, il prezzo dell'azione e l'utile netto sono i dati più immediati e di più facile presa, ma bisogna conoscere ed apprezzare i dati di solidità che, in una analisi appena un po' più attenta, in questa fase sono i fattori più importanti», ha affermato. In proposito ha inoltre aggiunto che «al momento sono in vendita 700mila pezzi, circa il 4% delle azioni in circolazione. Il restante 96% rimane saldamente in mano ai soci. Tuttavia, bastano questi pochi ordini in vendita a far scendere il prezzo. Per questo ha affermato non comprendiamo chi getta discredito sulla propria banca, che stimola le vendite delle azioni e fa scendere il prezzo quasi senza scambi, facendo danni a se stesso oltre che a tutti gli altri soci». Comunque, le previsioni per il 2020 sono «positive sia in termini di ulteriore crescita che di redditività», ha concluso Del Piero.
Antonella Lanfrit
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