Uccisa dai due soci a Capo Verde martedì i funerali di Marilena Corrò

Domenica 15 Dicembre 2019
IL DELITTO
TREVISO Saranno celebrati martedì pomeriggio nella chiesa dei Frati Carmelitani Scalzi a Treviso i funerali di Marilena Corrò, la 52enne trevigiana uccisa lo scorso 26 novembre a Capo Verde, nell'isola di Boa Vista. L'inizio della celebrazione è previsto per le 14.45. La salma della donna è arrivata a Treviso mercoledì scorso da Sal Rei, dove il fratello Simone Corrò ha seguito le pratiche per il rimpatrio e ha incontrato gli inquirenti che indagano sul caso.
I due indiziati dell'efferato delitto, Gianfranco Coppola, 48 anni, e il socio Pierangelo Zigliani, sono stati trasferiti nelle scorse nella casa circondariale di Sal Rei. Le indagini non sono ancora concluse: gli inquirenti sono in attesa delle analisi di laboratorio effettuate sulle tracce di Dna raccolte nella pensione A Paz dov'è stato consumato l'omicidio e sul corpo della vittima. Stando a quanto ricostruito, la mattina del 26 ottobre, nel b&b è scoppiata una furibonda lite per i mancati pagamenti da parte di Coppola e Zigliani nei confronti di Marilena Corrò, proprietaria del bed & breakfast, dato in gestione ai due soci, che si erano impegnati a fare degli investimenti e a rilanciare l'attività, che non era però mai stata riavviata. Al termine della discussione, avvenuta in una delle sale del locale, Coppola ha colpito la 52enne con un corpo contundente, sferrando più fendenti, fino ad ucciderla. Poi si è disfatto del corpo nascondendolo nella cisterna dell'acqua, dov'è stato ritrovato dopo l'allarme lanciato da alcuni vicini, che avevano sentito la donna urlare. Zigliani, che per ora si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, avrebbe aiutato il 48enne a ripulire le tracce di sangue e, si sospetta, ad occultare, anche se temporaneamente, il corpo di Marilena.
«Abbiamo litigato, le ho tirato un pugno ed è caduta a terra sbattendo la testa, non volevo ucciderla» aveva detto Coppola al giudice, ammettendo di aver aggredito Marilena al termine della discussione ma descrivendone l'esito come una imprevedibile tragedia. Il primo esame sul corpo della donna ha però descritto una verità diversa: la 52enne non è morta per una ferita successiva a una caduta, ma è stata colpita più volte, massacrata con un oggetto trasformato in arma. A Capo Verde Coppola aveva già avuto diversi guai con la giustizia. Aveva già aggredito due persone ed era pure finito in carcere, salvo poi uscirne grazie all'aiuto della comunità italiana. «Era un personaggio violento, che alzava spesso le mani, ma nessuno si sarebbe mai aspettato che sarebbe arrivato ad uccidere» ha raccontato un amico ed ex socio del 48enne. (a.belt)
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