La verità di Marta, sentita per tre ore «Così mi ha colpita»

Mercoledì 31 Marzo 2021
La verità di Marta, sentita per tre ore «Così mi ha colpita»

MOGLIANO
Tre ore. Tanto è durato l'interrogatorio che ieri Marta Novello ha avuto con gli inquirenti nella sua stanza del reparto di chirurgia del Ca' Foncello. Tre ore nelle quali la ragazza ha risposto al fiume di domande che le hanno fatto il pubblico ministero Giulia Dal Pos, i carabinieri di Treviso e i colleghi del Reparto analisi criminologiche appositamente arrivati da Roma. La complessità dell'indagine ha infatti portato a chiedere il supporto degli esperti romani, veri e propri profiler che attraverso le parole della vittima ricostruiranno il profilo psicologico del suo aggressore. Se infatti la pista della rapina degenerata sembra ormai assodata, tutt'altro che chiaro è come da una richiesta di denaro il 15enne sia arrivato a trafiggere Marta con 23 coltellate.
L'INCONTRO
«Voglio parlare, mi ricordo cosa è successo quel giorno»: lo aveva sostenuto fin dai primi istanti di ricordare di essere stata aggredita e ieri lo ha ribadito. L'interrogatorio era attesissimo. Gli inquirenti aspettavano solo il via libera dei medici per incontrare la 26enne nella sua stanza in chirurgia. Il giorno del trasferimento le è stato lasciato per ambientarsi nel nuovo reparto, dove ha subito mostrato un'ottima ripresa. Ieri invece, dopo il quotidiano saluto a mamma e papà, è arrivato l'arduo momento di scavare nei ricordi del dramma. «Ero uscita a correre da sola, poi sono stata avvicinata e aggredita da quel tizio che voleva i miei soldi»: ai carabinieri e alla pm del Tribunale dei minori di Venezia ha risposto per tre ore di fila. Voleva raccontare la sua verità Marta, a otto giorni dall'aggressione di via Marignana: «Aveva un coltello, mi ha colpita tante volte, ma io soldi non ne avevo. Sanguinavo». Sui contenuti il riserbo resta massimo, ma la ragazza ha ripercorso tutti gli attimi di quel pomeriggio. Dalla partenza da casa fino al momento in cui si è resa conto della presenza del 15enne e, soprattutto agli attimi passati tra l'approccio di lui e le coltellate. Cosa esattamente i due si siano detti e in che sequenza parole e gesti si siano svolti, è ora quello che maggiormente interessa l'indagine.
LE INDAGINI
Alcuni testimoni fin dai primi giorni avevano riferito di aver visto Marta correre e, poco più indietro, il ragazzino in bicicletta. Lui l'avrebbe raggiunta alle spalle quando lei si è fermata un attimo per riprendere fiato. Poi erano state le stesse parole della ragazza a spiegare sommariamente l'accaduto: «Mi ha detto che gli servivano soldi e che voleva il portafoglio». «Non ce l'ho, se vuoi ti posso dare il cellulare» gli aveva poi risposto. Un dettaglio sarà però fondamentale: questa conversazione è avvenuta prima che il 15enne cominciasse ad accoltellarla, o mentre l'aggressione era già in atto? Su questi dettagli si concentreranno gli accertamenti nei prossimi giorni, che non escludono nemmeno ulteriori colloqui con la vittima.
Serena De Salvador
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