La tesi difensiva accolta dal gip: «Schianto accidentale»

Mercoledì 26 Giugno 2019
IL DISPOSITIVO
TREVISO «Le certezze indiziarie sulle quali si basa l'ordinanza custodiale emessa a carico del Barzan per i tragici fatti della sera del 7 giugno mostrano qualche incrinatura». Inizia così il dispositivo con cui il gip Angelo Mascolo ha revocato la custodia cautelare in carcere a Christian Barzan. L'ordinanza a cui fa riferimento è quella che lui stesso ha firmato una settimana fa e in cui riteneva la versione di Giorgia, la ex fidanzata che accusa Cristian Barzan di averla stuprata e di aver tentato di ucciderla provocando l'incidente in cui è morta Giuseppina Lo Brutto, attendibile tanto da definire le sue parole che pesano come pietre.
I MESSAGGI
Le cose cambiano una settimana dopo. Ti amo, mi manchi da morire, mi manchi così tanto, mi sento male scrive Giorgia nei messaggi che invia a Christian tra il 10 e il 16 maggio. Il contenuto - scrive Mascolo - mal si accorda con la versione della ragazza e cioè che fosse vittima di stalking. Riesce difficile, a questo punto, pensare che si potesse ritenere molestata dal Barzan che addirittura, a quanto pare, aveva azionato il sistema elettronico per bloccare la ricezione dei messaggi da parte della ragazza. Giorgia non è chiara nelle sue dichiarazioni, sostiene il gip , come quando al personale medico dice di aver già denunciato Barzan per stalking ma invece non risulta nessuna querela. Circostanze che fanno dire al giudice che la credibilità della 21enne risulta grandemente compromessa.
LA TELEFONATA
Un'ombra che si staglia anche sull'altra accusa, quella di violenza sessuale. Mascolo riporta a questo punto un elemento portato a conoscenza dalla difesa dell'avvocato Fabio Crea: alle 23.30 della sera del 7 giugno, poco dopo il presunto stupro, Giorgia avrebbe ricevuto una telefonata dalla madre a cui dice che va tutto bene senza aggiungere nulla a riguardo della violenza. Appare strano - scrive il gip - che la madre di una ragazza di appena vent'anni appena stuprata non percepisca nella voce della figlia qualche cosa di preoccupante o comunque tale da indurla a riferire agli inquirenti. Sulla telefonata Mascolo suggerisce alla Procura di effettuare approfondimenti, prima di aggiungere: Non vi sono elementi oggettivi, quali lesioni interne, che possano convalidare l'esistenza di un rapporto sessuale forzato. Sussistendo severi dubbi su quelli che sarebbero stati i presupposti del tentativo di uccidere Giorgia e uccidersi con lo schianto in auto Mascolo si chiede se non debbano porsi gravi dubbi anche sull'esistenza di indizi in ordine alla sussistenza del reato di omicidio volontario. Il gip ipotizza che Barzan non abbia voluto schiantarsi ma che abbia perso il controllo dell'auto e che Giorgia, dopo aver ricevuto un colpo sul viso dal ragazzo, possa aver male interpretato le azioni di Christian la cui colpa gravissima - si legge nell'ordinanza - è stata, con ogni probabilità, quella di non fermarsi mentre litigava e di continuare a guidare in condizioni mentali alterate provocando così, seppure non volendola, la tragedia.
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