LA SENTENZA
VILLORBA Il giudice annulla il testamento Ricci, estorto dall'ex

Sabato 11 Aprile 2020
LA SENTENZA VILLORBA Il giudice annulla il testamento Ricci, estorto dall'ex
LA SENTENZA
VILLORBA Il giudice annulla il testamento Ricci, estorto dall'ex medico Guglielmo con un vero e proprio piano diabolico, e consegna la maxi-eredità del povero-ricco nelle mani degli eredi legittimi. È l'ultimo capitolo, forse quello definitivo, della vicenda con risvolti penali e civili nata dopo la morte di Guido Ricci, il clochard bellunese che aveva proprietà tra il Bellunese e il Veneziano, provincia originaria di un ramo della famiglia (mamma Luisa Fanna era veneziana, figlia di Maria Foscolo). In ballo c'era un patrimonio tra i 6 e gli 8 milioni di euro. L'ex medico (è stato radiato dopo la sentenza di condanna) Maurizio Guglielmo, 62enne di Belluno, aveva cercato di impossessarsene circuendo l'anziano eccentrico (poi morto a 77 anni l'11 settembre 2013). Era riuscito a farsi nominare erede universale. Una reato per il quale sta scontando 5 anni e 4 mesi di reclusione. Ma il testamento carpito con l'inganno era ancora in piedi: ora la sentenza civile del Tribunale di Belluno, pubblicata ieri, annulla quell'atto e dispone la restituzione agli eredi legittimi, ciascuno per la sua quota, del patrimonio Ricci. Il collegio di giudici ha ordinato la cancellazione del «testamento olografo contenuto in quattro schede di quasi identico contenuto a firma di Guido Ricci, pubblicato in data 22/10/2013».
LA MAXI-EREDITÀ
Il patrimonio Ricci è rimasto in questi anni congelato, fin dal sequestro preventivo scattato il 9 ottobre 2013. Si tratta di 3,5 milioni di contanti e altri immobili. Tra questi i prestigiosi locali della Gelateria Bar Maleti del Lido di Venezia, comune in cui ci sono altri 6 immobili uno dei quali con rendita catastale di oltre 4mila euro. Poi la villa a Sospirolo con rendita catastale di 1200 euro e altri terreni in quel comune, l'appartamento di Belluno. Tutto spetta ai discendenti legittimi del Ricci: 4 parenti di quinto grado tra i quali ora il Tribunale ha diviso l'eredità. Tra questi il veneziano Daulo Foscolo, che è deceduto nel corso del processo (per lui ora la moglie Annamaria Cappellin e i due figli con l'avvocato Cristiano Alessandri di Venezia). Poi Antonio Fanna, musicologo di Villorba(con l'avvocato Maria Lucia Pavan di Treviso). E infine anche dei parenti di Roma, Paolo Francesco Spongia e Cristina Spongia (avvocato Fabrizio Iannotti di Roma) che sono entrati solo nel processo civile.
I TEMPI
La pronuncia del collegio di giudici bellunesi, presieduto da Anna Travìa, con Umberto Giacomelli e Chiara Sandini, è una sentenza di accertamento e non è immediatamente esecutiva. Lo è invece la condanna di Guglielmo al risarcimento delle spese legali agli eredi legittimi di oltre 35mila euro. I due eredi veneti, che erano parte civile nel processo penale, hanno avviato anche la procedura di pignoramento del trattamento di fine rapporto dell'ex medico che lavorava al pronto soccorso di Feltre e venne subito licenziato dopo i fatti. Ma anche in questo i tempi sono lunghi. E' in corso invece la procedura del dissequestro, sempre nell'ambito del processo penale, dei contati che erano stati congelati all'epoca.
LE REAZIONI
«Finalmente dopo tanti anni - ha affermato ieri l'avvocato Cristiano Alessandri, contattato al telefono - gli eredi Foscolo e i loro coeredi hanno ottenuto giustizia. Anche se la sentenza, ovviamente, è soggetta ad appello, è comunque molto ben motivata e si ritiene che sarà difficile che venga riformata». E' allo studio anche un'iniziativa per ricordare e omaggiare il Ricci, volto bellunese che in tanti ricordano con nostalgia.
Olivia Bonetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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