La giornalista pubblicista Giusi Vianello rischia grosso. La delegata del Veneto

Venerdì 3 Ottobre 2014

La giornalista pubblicista Giusi Vianello rischia grosso. La delegata del Veneto per la Fondazione Sorella Natura è accusata, in concorso con un imprenditore di Castelfranco Veneto, di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico per un importo di 80 mila euro, potrebbe finire a giudizio. Il Pm ha chiesto il processo.
Parte offesa è la Regione Veneto che tra il 2009 e il 2010 avrebbe erogato contributi pubblici per un ammontare di 200 mila euro a favore della delegazione veneta della Fondazione internazionale, con sede ad Assisi, nata del 2001 per promuovere lo sviluppo della cultura e dell'educazione ambientale ispirandosi al messaggio di San Francesco. Denaro che sarebbe servito per sostenere e realizzare una lunga serie di attività e iniziative della Fondazione.
L'indagine dei carabinieri, coordinati dal pm Iuri De Biasi, sarebbe partita circa un anno fa e avrebbe passato al setaccio i documenti relativi all'impiego di quelle risorse regionali peraltro tagliate rispetto alle delibere iniziali. L'analisi della documentazione avrebbe fatto emergere, secondo quanto sostiene la Procura, l'inesistenza di alcune spese, rendicontate attraverso emissione di fatture false, sostenute dalla delegazione veneta della Fondazione per un importo complessivo di 80 mila euro.
Questo, almeno, è il quadro accusatorio che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio. Ma la diretta interessata non ci sta, ed è convinta che le accuse cadranno a processo come un castello di carte. «Non ho mai preso un euro e sono del tutto estranea ai fatti - ha dichiarato Giusi Vianello - Innanzitutto la Regione ha saldato soltanto in parte il finanziamento di queste attività e con un ritardo di due anni. Il Giudice contesta l'emissione di fatture false e di assegni che non sarebbero stati incassati dai destinatari? Nessuna fattura falsa è stata prodotta per truffare la Regione e gli assegni non incassati e da me annullati sono depositati presso l'istituto di credito con il quale a suo tempo furono gestite le operazioni contabili compresi di matrice e tagliati. E questo è già stato verificato dai carabinieri. Oltre alle prove documentali, che andrò ad esibire al Giudice - continua la giornalista - è inconfutabile il mio stile di vita. Non ho conti all'estero né proprietà né fondi d'investimento. Sostengo la mia innocenza di fronte al reato contestato mentre sono plausibili errori di tipo contabile. Errori magari non giustificabili ma la truffa è un'altra cosa e non mi appartiene».(((pavang)))