L'OPINIONE
TREVISO «A prescindere da cosa diventerà l'ex Distretto

Sabato 14 Dicembre 2019
L'OPINIONE
TREVISO «A prescindere da cosa diventerà l'ex Distretto militare, Treviso sarà sempre più una città universitaria». Il sindaco Mario Conte fa da spettatore interessato alla vicenda legata al futuro del grande complesso lungo il Sile. A fine estate aveva approvato l'idea di trasformarlo nella probabile sede di Medicina: l'idea di un grande polo universitario in centro storico lo affascinava molto. Ora i progetti sembrano cambiati. Il destino dell'ex Distretto non dipende però da lui, ma da chi vende e soprattutto da chi compra. Per Ca' Sugana la cosa fondamentale è a Treviso l'Università, intesa come presenza di Padova e di Ca' Foscari, continui a svilupparsi e a radicarsi. E che l'ex Distretto diventi comunque un'area viva.
IL FUTURO
«Anche se sembra che l'ex Distretto possa cambiare destinazione, in cuor mio spero sempre che, alla fine, resti comunque legato all'Università - ammette Conte - ma la cosa più importante è che le facoltà restino e si sviluppino qui, sempre e comunque a Treviso. Mi fa quindi enormemente piacere che sia lo stesso governatore Zaia a voler portare Medicina a nella nostra città, dentro la Cittadella sanitaria. Per noi, alla fine, non cambia molto: il nostro obiettivo dovrà essere quello di garantire servizi di qualità agli studenti». Conte è poi soddisfatto di un altro aspetto: «Sono molto contento di constatare che la nostra città diventi sempre più attrattiva sia per quanto riguarda chi ci verrà a studiare, sia per gli imprenditori che stanno decidendo di investirci. Fondazione ha già delle proposte sul tavolo e anche in Comune sono arrivate delle idee molto interessanti e di alta qualità. Ma tutto, ovviamente, deve poi passare per chi vende e quindi per Fondazione». La partita che si sta giocando è, in buona sostanza, a tre: il privato che intende comprare, e che quindi fa anche un passaggio in Comune per capire bene destinazione urbanistica e margini di movimento dal punto di vista progettuale, e Fondazione che in quanto proprietaria del bene deve valutare ogni proposta economica.
IL NODO
«Per quanto ci riguarda non abbiamo alcun problema - continua il sindaco - la cosa che ci interessa è che quell'aria prenda vita, venga recuperata e riqualificata una volta che non ci saranno più i corsi. Con Garofalo e con la Fondazione abbiamo ottimi rapporti. Non ci saranno quindi difficoltà nell'individuare la destinazione migliore se non dovesse concretizzarsi l'opzione universitaria. L'importante è avviare un percorso di rigenerazione per una fetta di città molto importante. Noi siamo pronti a valutare tutte le possibili soluzioni». Ribadito che vedere l'ex Distretto sede di corsi universitari resta il sogno, il sindaco è comunque più interessato a intraprendere al più presto un percorso che porti nuova vita nel complesso lungo il Sile. L'attuale destinazione urbanistica è mista: un terzo dell'area destinata a nuova residenza, un terzo ad ospitare uffici e un terzo attività commerciali. Da qui si parte. E i primi progetti arrivati dimostrano che l'interesse è molto alto.
P. Cal.
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