Contributi e sconti, ma abbassare i costi è impossibile

Domenica 15 Dicembre 2019
LE PROPOSTE
TREVISO Quella del caro affitti è una battaglia difficile da vincere. Negli ultimi vent'anni tutte le amministrazioni che hanno vissuto a Ca' Sugana, hanno provato a trovare il modo per rendere i canoni più abbordabili e favorire l'arrivo in città delle giovani coppie. Con risultati altalenanti. Gian Paolo Gobbo, a metà del suo secondo mandato, aveva anche tentato la mossa a sorpresa: parlare da un lato con le associazioni dei proprietari e, dall'altro, riunendo attorno a un tavolo i rappresentanti delle famiglie e dei gruppi trevigiani che possiedono la maggior parte degli appartamenti in centro storico. Nobile il suo obiettivo: tentare di trovare il modo per rendere affitti considerati fuori portata una famiglia dal reddito medio, più abbordabili. Il risultato però fu modesto. L'allora sindaco si rese conto che nella maggior parte dei casi, l'ammontare dell'affitto non veniva deciso direttamente dai proprietari, ma dalle agenzie molte delle quali con sede in altre regioni. Complicato quindi trattare.
FACILITAZIONI
Nel corso degli anni Ca' Sugana ha intrapreso varie iniziative: sconti per chi applicava affitti più bassi, ingressi agevolati nelle case popolari per le giovani coppie, contributi però sempre per qualche mese. Ma, come sempre, i risultati sono stati pochi. E il problema riguarda sia la residenza che i negozi. Ancora a fine estate l'attuale vicesindaco Andrea De Checchi è tornato più volte sull'argomento. Nel piano di rilancio della città, risolvere il problema affitti è cruciale sia per avere nuova residenza, sia per stimolare l'ingresso di nuove attività commerciali: «Il problema in città è quello degli affitti. Come Comune siamo pronti a mettere 350mila euro di contributi per chi decide di riaprire un'attività commerciale chiusa e si deve accollare le spese dell'affitto». Poi ha ribadito la volontà di aprire un tavolo con i proprietari: «Vogliamo far passare un concetto - disse ancora a in agosto - meglio incassare un affitto più basso, ma sicuro, piuttosto che tenere un locale improduttivo. Stiamo anche studiando una formula che consenta al Comune di farsi garante, a determinate condizioni, sul pagamento degli affitti».E sulla residenza: «Stiamo predisponendo delle politiche mirate alle giovani coppie, ma anche in questo cosa sarà fondamentale un lavoro con i proprietari per calmierare i canoni. Una coppia deve poter scegliere di vivere in città così come adesso si sceglie di andare nei comuni della prima periferia».
P. Cal.
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