CONEGLIANO - Si infiamma lo scontro legale sul delitto di Irina Bacal, che vede

Martedì 8 Agosto 2017
CONEGLIANO - Si infiamma lo scontro legale sul delitto di Irina Bacal, che vede
CONEGLIANO - Si infiamma lo scontro legale sul delitto di Irina Bacal, che vede l'ex fidanzato Mihail Savciuc reo confesso dell'omicidio. Il 15 settembre, e non più il 5 perché il giudice per l'udienza preliminare Piera De Stefani ha ricalendarizzato l'udienza, è il giorno in cui sarà discussa la richiesta di rito abbreviato condizionato ad una perizia psichiatrica del 19enne di origine moldava che il 19 marzo scorso ha ucciso, strangolandola, l'ex fidanza ventenne incinta di sei mesi. Rito abbreviato che per Savciuc potrebbe essere l'unica chance di evitare l'ergastolo per un delitto efferato, reso ancora più odioso dal movente: voler eliminare la gravidanza indesiderata di quel figlio che la 20enne portava in grembo, che era anche suo ma che lui non ha mai voluto. Ed è proprio sulla perizia psichiatrica che si sono già accese le micce di una battaglia giudiziaria incandescente ancora prima di cominciare. Per la difesa Savciuc sarebbe stato temporaneamente infermo di mente, quindi responsabile di un omicidio commesso non nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali. Per il pubblico ministero Mara De Donà, che ha condotto le indagini, si è trattato invece di omicidio premeditato: a confermarlo sarebbero, tra le altre cose, le ricerche internet condotte da Mihail sullo smartphone il giorno stesso dell'assassinio, sia in lingua italiana che in moldavo, su come uccidere a mani nude e come occultare un cadavere. E infatti uccise Irina a mani nude, strangolandola dopo averla stordita con almeno due colpi inferti con un grosso oggetto contundente alla tempia, prima di caricare il corpo in macchina e tentare di nasconderlo sotto un cumulo di foglie e frasche nei boschi di Formeniga di Vittorio Veneto. «Contrasteremo l'istanza di perizia psichiatrica in tutti i modi ha spiegato il legale della famiglia di Irina Andrea Piccoli in una nota diffusa ieri dallo Studio 3A - la tesi della infermità mentale di Savciuc non solo indigna la madre della povera vittima ma è smentita da quanto emerso nel corso delle indagini».

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