Soia e grano duro rubano sempre più ettari al mais

Mercoledì 14 Agosto 2019
LE SUPERFICI COLTIVATE
ROVIGO In 10 anni, l'area complessiva delle aziende agricole polesane ha visto ridursi del 36 per cento i terreni a frutta (pesche -73%, mele -51,6%, pere -35,3%) e del 18 quelli destinati a cereali (-32% il mais). E dalle statistiche Istat sulle superfici agricole totali è scomparso il tabacco. Tra il 2008 e il 2018 sono aumentate, invece, le superfici destinate a soia (32.121 ettari nel 2018, +145% rispetto al 2008), e quelle per il grano duro (quasi +70%, pari a 10.187 ettari) e l'aglio (+69%). Tra le coltivazioni in serra, invece, risultano in crescita nel decennio considerato le superfici destinate a lattuga, fragole e meloni. Nello stesso decennio il Polesine ha contato la perdita di 1.571 imprese agricole attive, passando dalle 6.647 nel 2008, alle 5.076 di fine 2018: -23,6%. È un'evoluzione che 10 anni non bastano a raccontare, perché sull'utilizzo del territorio agricolo, insieme ai processi di razionalizzazione e accorpamento tra imprese, hanno influito la Pac con l'evoluzione dalla politica della garanzia dei prezzi prima, dei pagamenti compensativi poi, e quindi dell'Organizzazione comune del mercato, che ad esempio ha ridimensionato tutta la filiera dello zucchero. E ancora, vanno considerati i cambiamenti delle filiere agroalimentari, il legame sempre più stretto tra agricoltura e territorio, e la multifunzionalità delle imprese. Per ultimi, ma non meno importanti, anche i fattori stagionali possono incidere sulla programmazione degli investimenti. Nel 2018, ad esempio, l'andamento climatico è stato sfavorevole per i cereali autunno-vernini (frumento tenero o duro) per l'elevata piovosità nei mesi di marzo e maggio, e per la scarsità di acqua e le temperature elevate ad aprile, con conseguente diminuzione delle rese a ettaro. Mentre era andata meglio in termini di resa per il mais, coltura che resta però sul binario di un progressivo calo di investimenti. Nel decennio considerato infatti, i dati Istat indicano che dai 34.568 ettari destinati a mais nel 2017 si è passati ai 27.724 del 2018 (-19,8%), mentre nel 2008 la superficie totale a mais era di 40.900 ettari. La differenza in 10 anni è -32,2%. Ed è addirittura -54,9% rispetto ai 61.500 ettari di superficie totale destinata a mais nel 2007. Per quanto riguarda gli altri cereali, dal 2008 al 2018 è in calo anche la superficie totale seminata a riso (-13%) e quella a grano tenero (-20,8%), mentre aumenta la superficie per la coltivazione del grano duro, che è passata nei 10 anni considerati da 6 mila a 10.187 ettari (+69,8%). Tra le colture industriali, la stagionalità 2018 aveva segnato termini di resa maggiori per la soia nonostante la cimice asiatica e le anomalie del caldo notturno in agosto. La resa era stata in aumento anche per il girasole, e invece in diminuzione per colza e barbabietola da zucchero. Al di là delle incidenze stagionali, tuttavia, il confronto decennale mostra in aumento le superfici a soia (32.121 ettari nel 2018, +145%), girasole (613 ettari nel 2018, +22,6%) e colza (370 ettari nel 2018, +42,3%). Tra il 2014 e il 2018, invece, la ripresa della coltivazione della canapa ha avuto un andamento altalenante, passando da 44 ettari ai 33 dell'anno scorso, quando la produzione raccolta s'è però dimezzata rispetto al 2014.
N.Ast.
© RIPRODUZIONE RISERVATA