NEGLI USA
A New York City, Daniela Pavan, 42 anni, è general manager dell'agenzia

Giovedì 19 Marzo 2020

NEGLI USA
A New York City, Daniela Pavan, 42 anni, è general manager dell'agenzia di comunicazione The Ad Store. Da tre anni nella Grande Mela, dopo essere cresciuta ad Arquà Polesine, racconta come si è evoluta, in America, la situazione relativa al Covid-19. «Le informazioni inizialmente non circolavano in modo efficace, sembrava una cosa che interessasse solo Europa e Asia. Io ricevendo costantemente informazioni dalla mia famiglia, avevo compreso la gravità del problema e ho cercato di sensibilizzare le persone intorno a me. Con i primi casi verificatisi a febbraio, la situazione si e' leggermente modificata, anche se i sostenitori del presidente Trump pensavano fosse una mossa politica dell'opposizione viste le elezioni di novembre. Quando i numeri dei contagiati sono aumentati, tre settimane fa, il governatore di New York, Cuomo ha dichiarato lo stato di emergenza. I teatri di Broadway, musei e le chiese sono chiuse, come le scuole per ordine del sindaco De Blasio e saracinesche abbassate anche per bar e ristoranti, che pero' possono effettuare servizio a domicilio. Quasi tutte le aziende, inclusa la mia, lavorano in smart working. Io sono in quarantena volontaria da quasi 2 settimane. Gli USA non hanno un sistema di sanità pubblica come in Italia, tutto passa tramite assicurazione, e se non ce l'hai o non puoi permettertela è un problema. Le assicurazioni dovrebbero ora coprire tutte le cure relative al Coronavirus, anche se non è ancora chiaro se il tampone sarà per tutti o solo per gli americani. I medici stanno iniziando a pubblicare video sui social media per spiegare la gravità della situazione. Sembra anche possa essere un blocco totale della città nelle prossime 48 ore. Non ho mai visto New York in una situazione come questa. Io mi sento completamente impotente. Vorrei aiutare il mio Paese, ma non so come. Mia madre, che è ciò che più mi manca, e' molto forte ed e' lei in realta' che mi da' coraggio. Sarei dovuta rientrare a Rovigo la settimana di Pasqua, ma con i voli cancellati e' tutto rimandato a data da destinarsi. Mercoledì è il mio compleanno, rimarrò a casa, ma creerò un festeggiamento internazionale, con una videochiamata collettiva con tutti gli miei amici da Londra, a Sydney, Venezia, Milano, Rovigo e Los Angeles».
Alice Sponton

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