Maxi-debito per la piscina Spiragli di accordo

Lunedì 9 Dicembre 2019
POLO NATATORIO
ROVIGO Ben 300 mila euro per il Polo Natatorio. Ma non si tratta della somma definitiva per concludere la vertenza con Unipol Banca (divenuta, nel frattempo, Bper), visto che l'annosa questione del debito di quasi sette milioni di euro accumulato dalla fallita Veneto Nuoto è ancora in piedi. Quelli sborsati dal Comune sono invece i soldi relativi alla quota annuale per l'utilizzo delle corsie per motivi sociali. Nella ormai tristemente famosa convenzione del 2006, quella votata dal Consiglio comunale durante l'Amministrazione di Paolo Avezzù in cui risulta la surroga nei confronti di Palazzo Nodari, è citato un finanziamento comunale nei confronti del gestore Veneto Nuoto per un monte di seimila ore per usare le corsie delle piscine. Una cifra, tra l'altro, che per via di una cessione del credito stabilità nel 2007 è da sempre pagata direttamente all'istituto di credito bolognese.
IL MAXI-DEBITO
Per quanto riguarda la vicenda del debito del Polo Natatorio, la strada sembra ancora in salita. Il sindaco Gaffeo questo non lo ha mai nascosto, visti soprattutto i rapporti intercorsi tra il suo predecessore Massimo Bergamin ed i vertici della banca emiliana, ma la trattativa sta andando avanti e la speranza del primo cittadino è che si arrivi a una soluzione benevola per le casse di Palazzo Nodari. L'ipotesi sul tavolo è sempre quella di chiudere il debito e il Lodo (nato dal ritardo nella cessione dell'ex piscina Baldetti di viale Porta Adige) per quattro o cinque milioni di euro al massimo. Sembra che con l'inizio dell'anno possano arrivare notizie definitive, ma finora le bocche in municipio sono ben chiuse, visto che proprio Bergamin nel gennaio 2018 aveva trionfalmente annunciato la chiusura, ma senza farlo realmente.
A.Luc.
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