Mancano 1.170 dosi Pfizer all'appello

Mercoledì 27 Gennaio 2021
L'ARRIVO DEI VACCINI
ROVIGO Ieri, a metà mattina, sono finalmente arrivate le nuove forniture di vaccino Pfizer: le 2.500 dosi previste per l'ultima settimana di gennaio, più 1.050 di recupero per le oltre 2mila tagliate la scorsa settimana. All'appello mancano sempre 1.170 dosi rispetto a quanto era stato programmato per gennaio e questo costringe l'Ulss Polesana a rimanere ancora ferma per quanto riguarda i nuovi vaccinati, dovendo concentrare tutto sulla somministrazione delle seconde dosi a quanti hanno già ricevuto la prima.
LA FORNITURA
Intanto sono arrivate anche le prime 400 dosi per il Polesine dell'altro vaccino, quello prodotto da Moderna, con altre 300 dosi circa che ancora devono arrivare all'hub di Mestre per essere poi smistate in provincia di Rovigo. In tutto circa 700 dosi, che vuol dire circa 350 persone, perché anche questo vaccino richiede una doppia somministrazione e, analogamente, una conservazione a temperatura controllata, in questo caso -20 gradi. «In questo momento siamo bloccati sottolinea con una malcelata vena di amarezza il direttore generale dell'Ulss Antonio Compostella - stiamo procedendo solo con la somministrazione delle seconde dosi a coloro che hanno ricevuto la prima. Non abbiamo dosi per fare nuove prime somministrazioni. Garantiremo l'inoculazione delle seconde dosi a tutti coloro che hanno fatto la prima dose, però purtroppo non siamo in grado di partire con nuove prime dosi, se non con quelle circa 800 dosi di Moderna. Al momento però non siamo in grado di proseguire con la campagna di vaccinazione e di completare la prima fase, la vaccinazione di tutti gli operatori sanitari sia dell'Ulss sia delle strutture private che del territorio che liberi professionisti. Noi come Ssr e come azienda polesana siamo pronti dal punto d vista organizzativo per gestire la vaccinazione, ma tutto dipende dalla disponibilità di vaccini. Tutti e tre i produttori hanno già mostrato o dichiarato che la programmazione non rispetterà quanto concordato e anche da noi i vaccini arrivano in quantità ridotta rispetto al previsto e a volte anche con l'incertezza della data. La conseguenza di questa mancanza di certezza su tempi e quantità determina che i programmi di vaccinazione slittano in avanti, in particolare slitta in avanti il completamento della prima fase e di un paio di mesi il completamento della vaccinazione degli ultraottantenni, che era stato ipotizzato a maggio».
LA SITUAZIONE
In tutto, le persone che sono state vaccinate in Polesine sono ferme da ormai una settimana a 7.481, mentre vanno avanti i richiami. Ieri ne sono stati eseguiti circa 700, 200 nelle Rsa e 500 fra gli operatori sanitari, portando ad oltre 2mila le persone che hanno completato la doppia somministrazione ottenendo quindi l'immunizzazione, 835 fra ospiti e operatori delle Rsa e 1.225 operatori sanitari.
Proprio relativamente a questi ultimi Compostella ha chiarito, a fronte della doglianza dei medici specialisti liberoprofessionisti e degli odontoiatri di non essere stati ancora chiamati per la vaccinazione, come «da parte delle aziende sanitarie del Veneto sono state seguite le indicazioni delle priorità, ovvero degli operatori sanitari a maggior esposizione al contagio e al personale e agli ospiti delle Rsa. In Polesine sono stati vaccinati tutti i medici di base e i pediatri, i medici delle Usca e della continuità assistenziale. I liberi professionisti saranno vaccinati in una fase successiva, Nell'ambito del personale non sanitario che è stato vaccinato, chiarisco che rientrano ad esempio gli autisti del 118 o il personale amministrativo dei reparti ospedalieri o anche il personale addetto pulizie negli ospedali, effettivamente classificati come non sanitari ma che hanno un'esposizione al contagio più alto rispetto a uno specialista libero professionista. Fra l'altro l'Ulss Polesana è quella che ha percentuale più bassa di personale non sanitario vaccinata (9,1%) rispetto alla media nazionale del 23,4%, ed è quella che ha la percentuale più alta di ospiti delle strutture residenziali che hanno effettuato la prima vaccinazione, il 25% rispetto a una media regionale del 17,2%».
Francesco Campi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci