In 500 lungo i percorsi della pazzia

Domenica 21 Aprile 2019
GRANZETTE
ROVIGO I percorsi della pazzia, la mostra dedicata al passato e a ciò che resta degli ex ospedali psichiatrici in Italia, continua oggi all'ex manicomio di Granzette dalle 10 alle 18 dopo che ieri ha registrato nelle 4 ore d'apertura un'affluenza di oltre 500 persone, non solo rodigini e spesso da fuori regione. L'evento è organizzato dall'associazione I luoghi dell'abbandono, che dal giugno 2018 ha in comodato d'uso dall'Ulss 5 oltre 16 ettari dell'ex manicomio.
PADIGLIONI RIAPERTI
«La mostra resterà allestita nel padiglione 5 per almeno 6 mesi e le visite saranno possibili ogni sabato e domenica, sempre nell'orario dalle 10 alle 18», ha annunciato ieri la segretaria dell'associazione Erika Vendramin. Attraverso il contributo d'ingresso di 5 euro, l'iniziativa infatti ha l'obiettivo - se l'affluenza di pubblico lo permetterà - di destinare queste risorse alla ristrutturazione del padiglione 5 per allestirvi un museo sulle condizioni di vita negli ex ospedali psichiatrici italiani. I luoghi dell'abbandono, con le visite straordinarie organizzate all'ex manicomio di Volterra ad esempio, ha già donato 35mila euro per il recupero e il restauro di parte dei graffiti incisi da Fernando Oreste Nannetti, in arte Nof4, nell'ex ospedale psichiatrico toscano. Nof4, internato a Volterra nel 1958, lasciò impresse formule, nomi, simboli, onde radio e città, raffigurati in un murales di 180 metri, che oggi racconta una dimensione umana che guardava anche alle stelle malgrado fosse confinata in manicomio. L'omaggio a Nof4 in una stanza del primo piano del padiglione 5, come lo spazio Corrispondenza negata dedicato a lettere che i pazienti scrivevano ai familiari, ma che poi venivano semplicemente raccolte nelle cartelle cliniche, sono stati in qualche modo i primi passi verso quello che il padiglione rodigino potrebbe rappresentare in futuro.
LOBOTOMIA ED ELETTROSHOCK
La mostra, che pure ha ricordato il passato della struttura a Granzette con una rassegna fotografica, abbraccia soprattutto la condizione di vita dei ricoverati negli ex ospedali psichiatrici, senza nascondere pratiche come la lobotomia e i cicli di elettroshock: per questo è vietata ai minorenni. La sala che apre la visita espone subito il Convulsor, apparecchio per elettroshock, e poi il busto di un manichino sartoriale con addosso una camicia di forza, un leucotomo e un forno a muffola, insieme ai pannelli dedicati a Franco Basaglia che segnano una tappa rivoluzionaria nella psichiatria italiana e quello che fu il dopo, rispetto a pratiche come l'elettroshock e la lobotomia.
VIDEOINSTALLAZIONI
Videoinstallazioni accompagnano i visitatori proiettando immagini di procedure mediche (così erano in passato), insieme a brani di vita dai manicomi di Volterra e di Nocera Superiore, e anche video di ispezioni ministeriali. «È la prima mostra di questo tipo in Italia - ha spiegato Vendramin - perché l'allestimento è multisensoriale: ha lo scopo di creare un'esperienza unica dato che mette in gioco tutti i sensi, utilizzando anche le tecnologie, per far immergere i visitatori nella vita dei pazienti degli ex ospedali psichiatrici. È un modo per allontanarsi dagli stereotipi sui manicomi e per avvicinarsi a cosa potranno essere queste strutture abbandonate, col loro passato e in queste condizioni, guardando al futuro».
PERFORMANCE TEATRALI
Solo ieri (oggi le performance non saranno replicate) l'esperienza sensoriale è stata totale grazie anche a Gianni Calastri con Letture di corrispondenza negata, Remo Lenci con Libera tutti sulla legge Basaglia, Andrea Trafeli con Io sono Nof e attraverso il gruppo Theatro in Jeans, formato da attori adolescenti: la loro performance, con la regia di Federica Zagatti, ha simulato storie di pazienti degli ospedali psichiatrici.
Nicola Astolfi
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