Un autunno di aperture Fedriga preme su Roma

Martedì 21 Settembre 2021

LO SCENARIO
PORDENONE E UDINE È già tempo di un'altra battaglia, dopo quella - vinta - sui criteri per far cambiare il colore delle regioni e quella - in corso - per permettere che anche in rosso o in arancione le attività economiche possano rimanere operative per le persone vaccinate. La prossima missione del presidente del Friuli Venezia Giulia Fedriga, che in settimana si confronterà con il governo anche in qualità di rappresentante della Conferenza delle Regioni, riguarda un concetto: l'autunno, anziché la stagione delle chiusure, dovrà essere il momento delle aperture più spinte. Il tutto grazie all'estensione del Green pass, uno strumento che Fedriga ha sempre custodito come arma anche quando parte della Lega lo guardava come una soluzione inattuabile.
IL CALENDARIO
Aprire, aprire, aprire. È una sola la parola d'ordine che guiderà Fedriga in una settimana cruciale per immaginare il futuro non solo del Friuli Venezia Giulia, ma dell'intero Paese. «Il Green pass - ripete il presidente come un mantra - deve servire a quello: a far lavorare, a far vivere di più e più liberamente». E c'è chi ad esempio non lavora e vive sempre più a fatica praticamente dall'inizio della pandemia. È il mondo dell'intrattenimento notturno, che in Friuli Venezia Giulia se si pensa alla stagione fredda è al palo dall'ultima settimana di febbraio del 2020. Ormai ci si avvicina ai due anni. Il comparto estivo ha vissuto invece l'illusione dell'estate 2020, per poi vivere la bella stagione che si chiude oggi senza poter ballare, ma solamente cenare all'interno dei locali. E il sistema di sicurezza ha mostrato diverse falle, dal momento che più di qualche serata abusiva si è consumata (a volte nel silenzio, altre con tanto di cronaca a supporto) nei locali della regione. Per questo ora Fedriga preme affinché anche le discoteche possano lavorare «in sicurezza e con il Green pass già a partire dal mese di ottobre».
SPORT E CULTURA
Il secondo grande comparto su cui cercherà di spingere il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni è quello degli spettacoli, dello sport e degli eventi in genere. «In riferimento alla capienza massima», spiega. E ancora una volta la chiave di volta per convincere il governo è rappresentata dall'uso esteso e sempre più capillare della certificazione verde. Perché è vero che il Green pass non è una garanzia assoluta contro il contagio, ma lo è altrettanto il fatto che un ambiente con più vaccinati sia nettamente più sicuro rispetto a un'aggregazione tra non immunizzati. E allora si pensa ai teatri, ai cinema, ai concerti, ma anche ai semplici eventi di piazza con sedute all'aperto. Oggi bisogna ancora rispettare la capienza del 50 per cento, mentre si vorrebbe salire almeno all'80 per cento come avviene a bordo dei mezzi del trasporto pubblico. Stesso discorso per gli stadi. Un autunno di riapertura quasi totale, quindi, e non un ritorno al passato e alle chiusure.
LA LETTERA
Fedriga, infine, ha ricevuto la lettera inviata dai gestori dei parchi a tema, che hanno lamentato perdite del 35 per cento nella stagione estiva appena conclusa. «Ci aspettavamo che la fiducia dimostrata nei confronti del governo fosse ripagata con provvedimenti adeguati a sostegno della categoria, come avviene in Francia. Al contrario, stiamo ancora aspettando i 20 milioni di euro del DL Sostegni Bis».
Marco Agrusti
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