Tar ai medici no vax: «Il vaccino è per il bene collettivo»

Martedì 28 Settembre 2021
Tar ai medici no vax: «Il vaccino è per il bene collettivo»

LE SENTENZE
PORDENONE Il Tar boccia i ricorsi di altri due medici no vax, entrambi dipendenti dell'AsFo dei Pordenone e sospesi, presentati contro Ordine e Azienda sanitaria. Nelle motivazioni di una delle due sentenze del presidente Oria Settesoldi (estensore Luca Emanuele Ricci) si ricorda al medico che parte dall'«erronea premessa secondo cui i vaccini attualmente disponibili si troverebbero ancora in fase di sperimentazione. I quattro prodotti ad oggi utilizzati nella campagna vaccinale sono stati invece regolarmente autorizzati dalla Commissione, previa raccomandazione dell'Ema, attraverso la procedura di autorizzazione condizionata». Il Tar ricorda che si tratta di un'autorizzazione che può essere rilasciata anche in assenza di dati clinici completi e che il carattere condizionato dell'autorizzazione non incide sui profili di sicurezza del farmaco, «ma impone unicamente al titolare di completare gli studi in corso o condurre nuovi studi al fine di confermare che il rapporto rischio/beneficio è favorevole».
Il legale che tutela il medico aveva elencato una lunga serie di violazioni, ma il Tar ha replicato punto su punto, ricordando che l'obbligo vaccinale dei sanitari è posto a tutela della salute pubblica. E che è obbligatorio per coloro che ogni giorno entrano in contatto con i pazienti, compresi i soggetti fragili o in gravi condizioni di salute, persone che non possono scegliere di sottrarsi al contatto, né informarsi sulla salute dei sanitari e sulla loro profilassi vaccinale. «Tutti i diritti e le libertà individuali - spiega il Tar - trovano un limite nell'adempimento dei doveri solidaristici. Così, l'obbligo vaccinale garantisce che il diritto al lavoro del singolo si eserciti nel rispetto dell'interesse alla tutela della salute collettiva».
Per quanto riguarda i contagi, i giudici sottolineano che i dati nazionali raccolti tra il 4 aprile e l'8 agosto 2021 dicono che nel gruppo dei vaccinati con ciclo completo il rischio di contrarre l'infezione si riduce del 78%. Bocciato anche il punto relativo alla somministrazione di medicinali pericolosi per la salute.
Non è andata meglio al medico che aveva fatto ricorso all'Ordine contestando la sospensione, provvedimento che secondo il Tar non ha finalità sanzionatoria ma precauzionale, a tutela della salute collettiva. «Così, ad esempio, un medico inibito a svolgere attività cliniche o chirurgiche - osservano i giudici - ben potrebbe svolgere attività di laboratorio».
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