Chiesa e pedofilia, la denuncia di Ratzinger che spiazza il Vaticano

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Chiesa e pedofilia, la denuncia di Ratzinger che spiazza il Vaticano

di Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO - Da ieri i Papi regnanti nella Chiesa sembrano essere due, o almeno questa è l'impressione generale che i fedeli riportano dopo la pubblicazione in contemporanea, in tre lingue tedesco, inglese e italiano di un documento del pontefice emerito Benedetto XVI sulla pedofilia. Lo scritto raccoglie recenti riflessioni sulle radici di questo male che, secondo Ratzinger, si sarebbe diffuso tra il clero soprattutto a seguito del Sessantotto. Le sue parole hanno avuto subito una eco mondiale.

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L'iniziativa ha però preso in contropiede i vertici vaticani, ignari di una uscita del genere. Nessuno se lo aspettava. Forse per via della consegna del silenzio che Ratzinger si era imposto al momento di lasciare l'incarico, nel febbraio del 2013, in ossequio all'Apostolorum Successores che dovrebbe essere vincolante per ogni vescovo emerito a «non interferire in nulla nella guida, per non dare l'impressione di costituire quasi una autorità parallela a quella del vescovo reggente». Tuttavia lo stesso Ratzinger, nell'incipit del documento sulla pedofilia, chiarisce di avere ottenuto il placet alla pubblicazione (su un piccolo periodico bavarese) dal cardinale Parolin e dallo stesso Papa Francesco. («A seguito di contatti con il Segretario di Stato e con lo stesso Santo Padre, ritengo giusto pubblicare su Klerusblatt il testo così concepito»). Klerusblatt è una storica testata di stampo conservatore, fondata nel 1925 a Monaco, distribuita in abbonamento a circa 3.000 lettori, quasi tutti preti o diaconi, molti dei quali anziani. Una specie di Gazzetta Ufficiale dei chierici bavaresi. Secondo alcuni giornalisti cattolici tedeschi probabilmente l'intervento di Benedetto XVI voleva essere una risposta alla recente decisione dei vescovi di avviare un cammino sinodale in Germania per riformare la Chiesa, includendo il tema del celibato sacerdotale, su cui si è aperto un feroce confronto interno. Il testo in esclusiva è apparso tradotto anche sul Corriere della Sera e sul National Catholic Register, una testata divenuta in questi anni un punto di riferimento di quella fetta di Chiesa piuttosto critica nei confronti di Papa Bergoglio, specie dopo le aperture nella Amoris Laetitia, e vicina a cardinali dissenzienti come Brandmueller, Mueller, Burke e, non ultimo, l'arcivescovo Viganò.

CLUB GAY
Nel documento sulla pedofilia Ratzinger spiega di avere messo assieme un po' di appunti sulla questione degli abusi «per essere d'aiuto in questo momento difficile». Dice proprio così: in questo momento difficile, a sottolinearne la gravità. Benedetto analizza il «garantismo» ecclesiale che ha permesso, a partire dagli anni Settanta e Ottanta, un occhio di riguardo a quei preti che si sono macchiati di reati. Avrebbero dovuto essere puniti ma alla fine prevalsero «i diritti degli accusati. E questo fino al punto di escludere di fatto una condanna. Il loro diritto alla difesa venne talmente esteso che le condanne divennero quasi impossibili». Afferma anche con decisione che il vento del Sessantotto, con la libertà dei costumi, ha portato un certo permissivismo, ad una certa tolleranza, fino a trasformare tanti seminari in «club gay». Un «collasso morale» dovuto anche al fatto che il vento sessantottino aveva sdoganato «la pedofilia come permessa e conveniente». L'analisi è impietosa, ma non sembra tener presente tutti quegli abusi che si sono consumati negli anni 40 e 50 e che con il Sessantotto hanno ben poco a che fare.

RINGRAZIAMENTI
«Mi sono sempre chiesto scrive Ratzinger come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accettarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sacerdotali in quegli anni e l'enorme numero di dimissioni dallo stato ecclesiastico furono una conseguenza di tutti questi processi». Lo scritto, che si conclude con un ringraziamento al «Santo Padre per tutto quello che sta facendo», è stato commentato positivamente dal cardinale Angelo Becciu. A suo parere il silenzio è stato rotto solo per amore della Chiesa e comunque, ha aggiunto, «Ratzinger non si contrappone affatto agli indirizzi normativi di Francesco».
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Venerdì 12 Aprile 2019, 17:56






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