LA COMUNITÀ
CANALE D'AGORDO «Penso che nella sua immensa umiltà

Giovedì 14 Ottobre 2021

LA COMUNITÀ
CANALE D'AGORDO «Penso che nella sua immensa umiltà il mio prozio Albino, pur fedelissimo e ossequioso nei confronti di tutto ciò che è legato alle gerarchie cattoliche, non avrebbe voluto diventare Beato. Così come, del resto, poco gli si addiceva il ruolo di Papa. Perché lui era talmente tanto semplice e modesto che mai si sarebbe aspettato due cariche di questo peso». A parlare è Laura Luciani, una dei numerosi pronipoti di Giovanni Paolo I, che quel fratello del nonno Edoardo, vista la giovane età, non l'ha mai conosciuto ma di cui negli anni si è documentata molto. «Un personaggio unico», sottolinea. E della stessa idea sono gli abitanti di Canale d'Agordo che ieri hanno accolto la notizia con grande entusiasmo: «È un evento che rinvigorirà la devozione verso il nostro compaesano più illustre», il parere generale. «Ma è una novità - aggiungono altri cittadini in chiave turistico-commerciale - che potrebbe incrementare l'arrivo di pellegrini».
LA PARENTE
Nata nel 1987, Laura Luciani non ha potuto incontrare il prozio Albino morto nove anni prima. «Ma il suo ricordo - afferma la parente - mi è stato tramandato da mio nonno Edoardo, fratello di Albino, e da mio papà Lamberto, nipote diretto. Fin da piccola, quando andavo a trovare i nonni in quella che era la casa natale del Papa, un po' tutto parlava di lui. Poi con il tempo, crescendo, ho iniziato a leggere lettere, libri e quant'altro mi aiutasse a ricostruire la personalità di questo importante prozio. E ancora adesso, che sono più adulta, continuo a documentarmi su questa figura caratterizzata da grandissima fede ma anche di umiltà. Tant'è che nell'agosto del 1978, in occasione dell'elezione del successore di Paolo VI, egli entrò in conclave assolutamente sereno perché convinto che mai le preferenze sarebbero ricadute su di lui. Visse questo ruolo con grande modestia. Non immagino cosa direbbe ora se sapesse che verrà riconosciuto Beato: sarebbe di sicuro imbarazzato». A Laura piacerebbe passasse un messaggio: «Sì, certo, la devozione. Ma vorrei tanto che la gente rispolverasse la personalità del mio prozio e conoscesse i suoi aspetti più caratteristici di semplicità e rispetto verso il prossimo. Affinché egli possa diventare un esempio». Intanto Laura è soddisfatta che la casa di famiglia, acquistata dalla Diocesi di Vittorio Veneto, sia diventata un museo: «È bello pensare che essa ora sia un bene di cui un po' tutti possano godere, nel ricordo di Albino Luciani».
I COMPAESANI
«È una notizia che ci riempie di gioia e felicità», il commento unanime di chi vive o lavora a Canale d'Agordo. In uno dei bar della piazza nella giornata di ieri ci è scappato più di un brindisi. «L'occasione merita - afferma il titolare Paolo Cagnati, assieme alla dipendente Paola Micheluzzi - Oggi (ieri per chi legge ndr) è proprio un momento di festa per tutta la comunità. Anche se l'atto di beatificazione pare si svolgerà solo tra qualche mese, nel 2022, noi siamo felicissimi già solo dell'annuncio». «Era una notizia che ci aspettavamo - dice Enrico De Gasperi - e finalmente è arrivata. Siamo di fronte a un significativo riconoscimento religioso di cui tutti noi del paese, della Val Biois e penso dell'intera provincia e regione, siamo orgogliosi». «Siamo contenti che Papa Luciani stia per diventare Beato - sottolineano Nicola Faè e Massimiliano Andrich - L'unica amarezza è rappresentata dal fatto che il nostro compaesano sia stato Papa solo 33 giorni. Siamo convinti che avrebbe potuto dare alla Chiesa e al Vaticano un'impronta unica, contraddistinta da umiltà e modestia, proprio com'era lui». A prendere in considerazione un altro aspetto è Cleber Ravassi che ritiene che «questa novità potrà far conoscere maggiormente il pontefice agordino tra la gente e con ciò indurre più pellegrini a raggiungere Canale».
RG
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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