Il vescovo: «Quel silenzio di chi non può non fare nulla»

Venerdì 19 Novembre 2021
Il vescovo: «Quel silenzio di chi non può non fare nulla»

LA CHIESA
BELLUNO «Grazie a papa Francesco, fratello di tutti'». Chiude così la breve, ma incisiva nota che il vescovo di Belluno-Feltre monsignor Renato Marangoni ha reso pubblica dopo aver saputo dell'appello di papa Francesco. Quest'ultimo nel corso dell'udienza generale di mercoledì 17 novembre era intervenuto per chiedere la salvaguardia dei posti di lavoro dell'Acc e di Ideal Standard di Borgo Valbelluna, esprimendo solidarietà ai lavoratori coinvolti dalle due crisi aziendali. E le parole che il vescovo Marangoni, informato della presa di posizione del Papa, ha espresso sempre nella giornata di mercoledì, sono forti e soprattutto non fanno sconti a quanti rivestono delle responsabilità.
LA PRESA DI POSIZIONE
«Il coro di chi comprende la condizione paradossale che incombe su Ideal Standard e su Acc è ora al massimo ha detto il vescovo - anche la voce che papa Francesco ha alzato all'udienza generale, attirando l'attenzione di tutti sulle persone che lì lavorano, sulle loro famiglie, sulle comunità del territorio, accentua il silenzio e la disattenzione di chi non può tacere e non può non fare nulla, altrimenti implode il bene comune e si negano il dono e la responsabilità di essere società. Grazie a papa Francesco, fratello di tutti'!». Parole inequivocabili e, appunto, forti, quelle del vescovo che più volte, anche la scorsa settimana, è sceso in piazza con i lavoratori di Borgo Valbelluna, perché con chiarezza chiamano alla responsabilità «quanti non possono non tacere e non possono non fare nulla».
IL RETROSCENA
Resta ora da capire come il papa, fra tante situazioni di crisi, abbia scelto di esporsi e prendere posizione proprio per quella di Borgo Valbelluna. A snocciolare ben quattro possibilità è un sacerdote della diocesi di Belluno-Feltre che preferisce non comparire, proprio perché si tratta di ipotesi. Ma l'ultima pare avere più di una ragione per essere creduta credibile. Ed anche suggestiva. La prima, quindi, tende ad assegnare il merito alla Segreteria di Stato e al modo con cui essa lavora e si informa. Ma ciò non spiegherebbe ancora il motivo per cui la crisi di Acc e Ideal Standard dovrebbe aver meritato una corsia preferenziale nell'agenda papale. La seconda segnala che nella stessa Segreteria di Stato vi sono alcuni monsignori di origine veneta che potrebbero aver preso a cuore la questione e averla fatta pervenire sul tavolo di papa Francesco. La terza ipotesi fa riferimento al fatto che il giorno prima dell'udienza generale i vescovi del Triveneto hanno incontrato il Nunzio Apostolico a Zelarino e forse potrebbe essere partito proprio da qui l'input per l'intervento del papa. La quarta ed ultima ipotesi oltre ad essere credibile quanto la terza, è anche affascinante perché scomoda il prossimo beato, papa Albino Luciani. A Roma vive infatti il cardinal Beniamino Stella, originario di Vittorio Veneto e postulatore della causa di papa Luciani. Potrebbe essere stato proprio quest'ultimo ad aver suggerito al papa che quanto sta accadendo a Borgo Valbelluna meritava la sua attenzione. Le parole del papa nell'udienza di mercoledì: «Il mio pensiero va ai lavoratori di Borgo Valbelluna e della zona, preoccupati per il loro futuro lavorativo. Di fronte ai loro assillanti problemi, mi unisco ai Vescovi e ai parroci del territorio, esprimendo la mia vicinanza. Rivolgo un accorato appello, affinché in questa situazione, così come in altre simili che mettono in difficoltà tante famiglie, non prevalga la logica del profitto, ma quella della condivisione equa e solidale. Al centro di ogni questione lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità».
Giovanni Santin
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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