IL COLLOQUIO
BELLUNO Parla chiaro Lorraine Berton, presidente di Confindustria

Venerdì 26 Novembre 2021

IL COLLOQUIO
BELLUNO Parla chiaro Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, che condivide esplicitamente l'adozione delle nuove misure introdotte dal presidente del Consiglio Draghi e dice che serve «un'ulteriore assunzione collettiva di responsabilità per mettere in sicurezza la stagione invernale». Il ragionamento parte dalle ormai imminenti vacanze natalizie: «Salvare il Natale deve essere la priorità della montagna perché significa salvare l'economia e non interrompere il percorso di risalita iniziato nella seconda parte dell'anno. Per la nostra montagna, che vive della stagione invernale, l'obiettivo che si è dato il Governo ha un valore doppio: anche per questo mi auguro che, al di là delle singole prescrizioni, ci sia un'ulteriore assunzione collettiva di responsabilità, soprattutto nelle terre alte, dove le percentuali di immunizzazione sono più basse della media». Una presa di posizione che arriva all'indomani del nuovo decreto adottato dal Governo con l'intenzione dichiarata di vivere un Natale normale.
CORSA AL VACCINO
E proprio ieri, quasi a rispondere in anticipo alla presidente Berton, le cosiddette terre alte hanno fatto la loro parte. Al palazzetto dello sport di Santo Stefano, infatti, erano previste vaccinazioni con accesso libero. E sono in tanti quelli che si sono presentati all'appuntamento, tanto è vero già un'ora prima dell'apertura le persone in coda erano più di cento. Fra di essi tanti per la terza dose, ma anche bambini di 12 anni e persone fra i 40 ed i 50 anni. C'è addirittura chi ha diligentemente atteso tre ore per poter avere una dose. E per giovedì prossimo (e i due successivi) le prenotazioni risultano già complete. Per avvalorare il proprio ragionamento la presidente di Confindustria Belluno ricorda quanto accaduto un anno fa e quanto i vaccini abbiano contribuito da una parte a far cambiare il passo all'economia, dall'altro a salvare vite umane: «L'anno scorso a quest'ora, senza vaccini, molte delle nostre attività turistiche erano chiuse e con il morale a terra. Le prospettive, più in generale, erano drammatiche e i bilanci in rosso anche per buona parte della manifattura e dei servizi. Con la campagna vaccinale c'è stata una svolta, abbiamo risparmiato tante vite umane e siamo anche tornati a recuperare parte del terreno perso. L'export, anima del nostro manifatturiero provinciale, è stato trainante». Ecco perché «interrompere questa tendenza non avrebbe giustificazioni: per questo ho apprezzato le parole concrete e prive di retorica del Presidente del Consiglio. Non si è partiti dal presupposto di dover chiudere, ma da quello opposto di tenere aperti, seppure in sicurezza». Chiaro appare quindi per Berton il percorso che attende il Bellunese: «Deve essere posto in essere ogni sforzo per non tornare indietro, a maggior ragione, nelle zone montane dove il turismo è voce fondamentale e dove la sicurezza dei luoghi diventa un valore aggiunto per gli stessi ospiti». Nell'appello di Berton c'è spazio anche per un auspicio: «Mi auguro che nei prossimi giorni ci sia un nuovo incremento di vaccinati: noi come Confindustria continueremo a sensibilizzare i nostri associati perché nelle fabbriche si faccia una corretta informazione, anche sulla terza dose. Siamo pronti, ancora una volta, a sostenere la nostra Ulss nel trasmettere le informazioni corrette e a collaborare con le altre organizzazioni che forniscono lavoro e con i sindacati. L'interesse a preservare l'economia e il lavoro è comune».
FARE LA PROPRIA PARTE
Infine una considerazione con cui la presidente si rivolge anche a coloro che sono scettici o contrari al vaccino: «La stragrande maggioranza degli imprenditori e dei collaboratori ha fatto la propria parte. A un mese e mezzo dall'adozione del green pass, possiamo affermare che il sistema ha retto. Oggi bisogna compiere un passo in più nella speranza che sia davvero l'ultimo grande sforzo. Mettiamo da parte l'ideologia, diffidiamo delle fake news ed evitiamo inutili contrapposizioni. Solo così possiamo garantire la nostra sicurezza e consolidare la crescita raggiunta».
Giovanni Santin
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