COMUNITÀ SOTTO CHOC
BORGO VALBELLUNA È una comunità incredula

Sabato 25 Settembre 2021

COMUNITÀ SOTTO CHOC
BORGO VALBELLUNA È una comunità incredula quella di Mel. La notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Giacomo Sartori si è diffusa intorno all'ora di pranzo, lasciando tutti nello sconforto più totale. A partire dal sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa. Raggiunto telefonicamente, era ancora scosso per la notizia da poco appresa. «Purtroppo è arrivata la straziante notizia del tragico epilogo del nostro Giacomo ha dichiarato il primo cittadino -. Notizia che sta provocando una fortissima commozione in tutta la comunità che da giorni vive uno stato di angoscia, smarrimento e incredulità per questa drammatica vicenda».
LA VICINANZA
Ed è così. Tutta la comunità di Borgo Valbelluna e non solo, in questi giorni, ha condiviso l'appello della scomparsa di Giacomo fatto dalla famiglia. Un appello che è diventato virale. Tutti si sono stretti intorno a questa famiglia cercando di fare l'unica cosa che da qui, nel Bellunese, si poteva fare. Condividere l'appello e pregare per Giacomo. Il sindaco Cesa aggiunge che «L'amministrazione comunale, nel raccogliere il sentimento unanime di tutti i paesani, si stringe con grande affetto attorno alla famiglia di Giacomo e, nel partecipare commossi al dolore di famigliari, parenti, amici e conoscenti, chiede a tutti un rispettoso silenzio».
LA FAMIGLIA
Difficile dire qualcosa in un momento come questo. Anche solo trovare una parola di conforto da rivolgere a papà Stefano, stimato veterinario di Mel, a mamma Daniela e al fratello Tommaso. Una famiglia che ha sperato fino all'ultimo di poter riabbracciare Giacomo. Anche giovedì sera ha voluto mandare un appello attraverso la trasmissione di Chi l'ha visto? rivolgendosi anche direttamente a Giacomo. Ma la stessa comunità ci credeva, tant'è che erano centinaia le persone che giovedì sera si sono ritrovate nella chiesa di Mel per una veglia di preghiera. Ieri mattina la tragica notizia.
LA FEDE
Ed è proprio per la grande fede che ha sempre caratterizzato la famiglia Sartori, in questi giorni di angoscia sono stati stretti i rapporti con il parroco di Mel, don Massimiliano. «Certo è che è una notizia che nessuno avrebbe mai voluto dare - dice il parroco -. Speravamo con tutto il cuore che questa vicenda si concludesse in maniera diversa. La comunità è molto scossa; nelle prossime ore capiremo se organizzare qualcosa in sua memoria». Ed è proprio per la profonda fede e il rispetto che lui stesso aveva per la vita, chi lo conosceva fa fatica a capacitarsi che possa aver compiuto un gesto estremo. Giacomo ormai da qualche anno viveva a Milano. Prima per motivi di studio, poi professionali. Ma quando viveva a Mel era uno degli animatori del campeggio che veniva organizzato a Cimolais. Molti lo ricordano in questo suo ruolo, in quanto con la sua simpatia ed allegria sapeva coinvolgere i piccoli frequentatori del campeggio. E poi il mondo scout. Giacomo era un capo scout; ruolo che ha sempre ricoperto con passione e precisione collaborando, in questa sua veste, con altre realtà del volontariato zumellese. Difficile comprendere che un ragazzo così solare possa alla fine aver deciso di porre fine alla sua vita.
IL CORDOGLIO
«Siamo vicini ai famigliari di Giacomo». Queste le parole di Oscar De Bona, presidente dell'Associazione Bellunesi nel Mondo, per la tragica fine di Giacomo Sartori. «Giacomo era un giovane emigrante, che aveva scelto Milano come sua seconda casa. E quanti bellunesi, in tempi differenti, hanno fatto la sua stessa scelta. Le distanze, seppure ai giorni nostri quelle tra Milano e Belluno non siano così eccessive, per i parenti sono comunque un distacco e ancora di più se giungono queste tragiche notizie. Assieme al presidente della Famiglia Bellunese di Milano, Roberto Feltrin e alla presidente della Famiglia Ex emigranti della Sinistra Piave, Olinda Fiabane, voglio esprimere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia Sartori, ai parenti e a tutti gli amici di Giacomo». (E.S.)
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